L’Inter riparte dalla Champions League e dal suo pubblico. Dopo la sconfitta di Madrid, i nerazzurri tornano a San Siro per affrontare il Bruges con un obiettivo minimo ben chiaro: rilanciare la corsa alla qualificazione diretta agli ottavi di finale. In classifica, per ora, c’è uno zero che stona con le ambizioni, ma Cristian Chivu non ha alcuna intenzione di ridimensionare il progetto.
Alla vigilia, l’allenatore ha spiegato che è lo status stesso del club a imporre di puntare in alto in ogni competizione. Il sogno, secondo il tecnico, deve trasformarsi in responsabilità e in un lavoro quotidiano di miglioramento, l’unico che può offrire la possibilità di vincere. Non esistono ricette né garanzie: nessun budget compra un trofeo di questo valore e nessun allenatore può promettere il risultato. Chi rappresenta l’Inter, però, ha il dovere di creare le condizioni giuste.
Per questo Chivu invita a non guardare troppo avanti. Il Bruges è descritto come un avversario di qualità, capace di rendere la serata complicata, ma il tecnico si dice sicuro dell’atteggiamento della squadra. Gli errori possono capitare, ha ammesso, ma l’idea resta quella di divertirsi e provare a dominare chiunque. Un principio che per lui non si negozia: se deve perdere, preferisce farlo a modo suo, con uno spirito propositivo, senza mai chiedere ai giocatori di speculare sul risultato.

Il tecnico riconosce anche che i margini di crescita sono ampi. Perfino la rosa, già rafforzata, può migliorare nel tempo. Chivu precisa che non è una critica alla società, ma la convinzione che nel calcio ogni cosa si possa perfezionare.
Sul fronte formazione,poi, sono previsti almeno cinque cambi rispetto alla gara contro il Parma. Spence non partirà ancora dal primo minuto: dopo una settimana di allenamenti, 25 minuti in campo e la rifinitura, l’esterno sta crescendo e si sta sciogliendo dopo una lunga attesa, frenato da diversi problemi fisici. Per l’allenatore, riaverlo a disposizione è una buona notizia.
Parole di grande stima anche per Alessandro Bastoni, tornato ai suoi livelli migliori. Chivu non vuole tornare sulle ingiustizie che il difensore ha dovuto sopportare nei mesi scorsi, ma sottolinea che il suo valore è noto a tutti, anche in Nazionale. Il punto, secondo il tecnico, è che a volte ci si dimentica di coccolare i calciatori che rappresentano l’Italia. Bastoni è definito un patrimonio dell’Inter e del Paese, da tutelare.
C’è poi il ritorno a San Siro di Yann Sommer, oggi portiere del Bruges, che lo scorso anno Chivu aveva difeso. L’allenatore lo ringrazia per le tre stagioni in nerazzurro, vissute da professionista serio e rispettoso, e per un percorso fatto di trofei e serate europee importanti.
Infine, il concetto di gruppo. Chivu non ama parlare di titolari e riserve, ma di una squadra che alza il livello negli allenamenti. I cinque cambi possono essere determinanti, come visto contro Monza e Napoli e, l’anno scorso, con il Como in Coppa Italia. La stagione è lunga e serve energia per giocare come vuole l’Inter.
