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    Home»Tennis»L’Italia scopre il suo destino in Coppa Davis (e la Spagna può aspettare solo in finale)”
    Tennis

    L’Italia scopre il suo destino in Coppa Davis (e la Spagna può aspettare solo in finale)”

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti22 Settembre 2026 14:36Nessun commento3 Mins Read
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    Bologna si prepara a un nuovo atto della sua storia d’amore con la Coppa Davis: a Palazzo Pepoli è andato in scena il sorteggio che ha definito il tabellone delle Finals 2026, in programma nel capoluogo emiliano dal 24 al 29 novembre. L’Italia, campione in carica e Paese ospitante, si presenta all’appuntamento con lo status di testa di serie numero 1, un privilegio che il regolamento riserva alla nazionale detentrice del trofeo e organizzatrice dell’evento.

    Il ranking ITF per nazioni ha fotografato con chiarezza gli equilibri di questa edizione: nella prima fascia, oltre agli azzurri di Filippo Volandri, figurano Spagna, Germania e Repubblica Ceca. Nella seconda fascia, invece, sono state inserite Austria, Canada, Gran Bretagna e Corea del Sud, le quattro nazionali che si sono guadagnate l’accesso alla fase finale superando i due turni di qualificazione, l’ultimo dei quali disputato nel weekend del 18-20 settembre.

    Il meccanismo del sorteggio prevede che le teste di serie non possano incontrarsi ai quarti di finale, ma vengano invece abbinate a una delle quattro squadre non protette. Questo significa che il cammino dell’Italia ai quarti la porterà ad affrontare una tra Austria, Canada, Gran Bretagna e Corea del Sud: quattro avversarie diverse per caratteristiche e insidie, con il Canada di Felix Auger-Aliassime e la Gran Bretagna, forte nel doppio, considerate le più temibili, mentre Austria e Corea del Sud vengono lette come le pescate più abbordabili.

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    Il vero elemento di garanzia per gli azzurri riguarda, però, la parte opposta del tabellone. Il draw è infatti diviso rigidamente in due metà: l’Italia occupa la parte alta, la Spagna, seconda testa di serie e finalista sconfitta nel 2025, quella bassa. Questo significa che un eventuale incrocio tra le due nazionali, che negli ultimi anni hanno regalato sfide di altissimo livello, potrebbe consumarsi soltanto in finale, domenica 29 novembre.

    Nella parte alta del tabellone, quella dell’Italia, resta invece da capire se la strada verso un’eventuale semifinale porterà gli azzurri contro la Germania di Alexander Zverev, terza forza del seeding, oppure contro la Repubblica Ceca, quarta testa di serie. Sarà proprio il sorteggio odierno a incastrare questi due ultimi tasselli, determinando così l’intero percorso verso la finalissima.

    Sullo sfondo resta la grande incognita legata a Jannik Sinner: il numero uno azzurro non ha ancora sciolto le riserve sulla propria presenza a Bologna, e la sua eventuale assenza cambierebbe non poco i pronostici sulle chance di successo dell’Italia, a caccia del quarto titolo consecutivo e del quinto della storia. Il capitano Volandri dovrà sciogliere i dubbi sulla formazione solo a ridosso della competizione, mentre la macchina organizzativa bolognese è già pronta ad accogliere il grande tennis mondiale per l’ultimo atto della stagione.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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