Marcell Jacobs si presenta all’Europeo di Birmingham in un momento di rinascita sportiva, pronto a conquistare un terzo oro nei 100 metri che lo consacrerebbe tra i migliori sprinter europei di sempre. A quasi 32 anni, il campione olimpico di Tokyo racconta la sua resurrezione dopo aver sfiorato il ritiro, in un’intervista al Corriere della Sera.
Il momento di svolta nella carriera di Jacobs è arrivato dopo i Mondiali di Tokyo del 2025, quando il velocista italiano ha attraversato la fase più buia della sua carriera. “Volevo prendermi tutto il tempo necessario per capire cosa volevo fare. Non ho toccato una pista di atletica per mesi“, confessa l’azzurro. La rinascita è arrivata grazie a un messaggio di Rana Reider, che annunciava la sua partenza per la Cina, e alla decisione immediata di contattare Paolo Camossi.
“Ho preso il telefono e ho scritto a Paolo: vuoi tornare ad essere il mio coach? Dal momento in cui lui mi ha detto sì, è come se dentro di me fosse rinata la voglia“, racconta Jacobs. Il rapporto con Camossi è speciale e di lunga durata. “Oddio, conosco meglio Paolo che mia moglie, che non vedo da un mese e mezzo“, scherza il campione olimpico, sottolineando come dal suo sguardo riesca a capire immediatamente ogni situazione.
Dopo l’oro olimpico di Tokyo, conquistato esattamente cinque anni fa, Jacobs ha dovuto affrontare non solo gli infortuni ma anche la pressione mediatica e la cosiddetta spy story che ha coinvolto la staffetta azzurra. Sul rapporto con Filippo Tortu Jacobs è chiaro: “Non c’è un distacco tra noi, anche oggi pranzeremo insieme. Per esperienza personale, tutto quello che succede al di fuori dal campo poi te lo porti in pista e va a incidere sulle performance“.
La maturità conquistata negli anni traspare anche dalla gestione del proprio corpo e della preparazione atletica. “, spiega Jacobs.
Ora vive a Miami e negli Stati Uniti e si è anche riavvicinato al padre Lamont, un tassello mancante del puzzle della sua vita. “È vero che abbiamo riallacciato il rapporto, però l’avrò visto due o tre volte: lui abita in Texas, ha la sua vita. Rispetto a prima è molto più presente: guarda le gare, mi chiede quando corro, mi fa i complimenti, mi manda le sue preghiere perché è super religioso“.
Il ritorno sotto i 10 secondi dopo l’Olimpiade di Parigi rappresenta la conferma del ritrovato stato di forma. In Austria, Jacobs ha corso in 9’67 con vento favorevole, un tempo che equivale a circa 9’82 nelle condizioni del record di Usain Bolt. “Da quella gara mi sono portato via sensazioni a livello di piedi a terra, di tecnica e di facilità di corsa che era da veramente tantissimo tempo che non sentivo. Nella mia memoria muscolare è rimasto tutto e adesso stiamo cercando di replicare in ogni allenamento. Mi sento di nuovo forte. Il mio percorso mi fa capire che fondamentalmente è tutto nella testa. Mai smettere di credere in sé stessi“, spiega il velocista.
L’Italia porta a Birmingham la Nazionale più numerosa di sempre con 132 azzurri, di cui 70 uomini e 62 donne, superando il record dei 116 atleti presenti a Roma 2024. La spedizione azzurra a Birmingham include anche l’oro olimpico nella marcia Massimo Stano, il bronzo olimpico nel triplo Andy Diaz e il campione del mondo del salto in lungo Mattia Furlani. Ma spiccano molte medaglie d’oro della passata edizione: oltre a Jacobs nei 100 metri, ci saranno Nadia Battocletti, Yeman Crippa, Gianmarco Tamberi, Leonardo Fabbri, Sara Fantini e Antonella Palmisano.
