Una serata da sogno a San Siro, tre gol all’Inter in Champions League e un nome che improvvisamente risuona in tutta Italia. Nicolò Tresoldi, attaccante 22enne del Bruges, ha firmato una tripletta decisiva nel 4-3 che ha gelato i nerazzurri, regalandosi una notte indimenticabile nello stadio che ha sempre sognato da tifoso milanista.
Nato a Cagliari il 20 agosto 2004, Nicolò è figlio di Emanuele Tresoldi, ex terzino dell’Atalanta e campione d’Europa con l’Italia Under 21 nel 1994. Calcisticamente, però, è cresciuto nella campagna umbra, con il Fontanelle, una squadra di Gubbio. A soli 12 anni giocava come attaccante.
Ma il talento non bastò a convincere le grandi squadre italiane. Juventus, Milan, Atalanta, Fiorentina e Bologna dissero tutti no dopo i provini. La risposta era sempre la stessa: avevano già giovani talenti con quelle caratteristiche. Nicolò era anche bravo a tennis, fino a quando non scelse definitivamente il calcio.
Il destino cambiò quando la famiglia si trasferì ad Hannover, in Germania, per il lavoro della mamma Barbara Caffi, hostess argentina di una compagnia aerea. A 13 anni Nicolò entrò nelle giovanili dell’Hannover 96, diventando una presenza fissa nelle selezioni tedesche giovanili. Oggi gioca con la Germania Under 21, a sole due reti dal record di gol segnati con quella maglia, e parteciperà all’Europeo 2027.
Trasferitosi in Belgio, con il Bruges ha fatto il definitivo salto di qualità. Nonostante il passaggio dalla serie B tedesca alla massima serie belga, lo scorso anno ha conquistato il campionato e il titolo di capocannoniere con venti reti. Una consacrazione che ha attirato l’attenzione del ct Roberto Mancini, che lo segue con interesse e ha mandato un osservatore anche a San Siro.
Per Tresoldi, la sfida contro l’Inter aveva il sapore di un derby personale: “È stata una serata pazzesca, ho sognato tante volte una cosa così: segnare tre gol a San Siro, con tutta la famiglia allo stadio, gli amici, è fantastico. Prima della partita mi hanno incitato tanti tifosi del Milan, per me era un derby, tanta roba“. Il padre Emanuele, oggi 52enne, ha rivelato alla Gazzetta dello Sport che il figlio, orgoglioso milanista, non sarebbe sicuro di accettare un’offerta dell’Inter.
La fede rossonera gli viene dal nonno, che era milanista ed è stato anche il maestro di golf di Marco Van Basten. “Si è innamorato di Inzaghi, Kakà e Pato, non ha mai avuto dubbi sui suoi idoli“, racconta papà Emanuele.
Ora la grande incognita riguarda il futuro in nazionale. Nicolò è italiano ma naturalizzato tedesco, e il rischio che diventi la punta titolare della Germania è elevato. Ha già parlato con Jurgen Klopp, mentre Mancini continua a seguirlo con attenzione. “Sono contento del percorso con la Germania, sono al Bruges, ci sono tanti giocatori italiani e tedeschi molto più forti di me“, dice.
Secondo papà Emanuele, però, il figlio sceglierà con il cuore, non per opportunità tecnica. Tresoldi è legato alle sue origini, ma la decisione finale resta un mistero anche per chi lo conosce bene.
