A pochi giorni dall’inizio di Wimbledon 2026, in programma dal 29 giugno al 12 luglio, la capitale britannica si trova alle prese con un’ondata di calore del tutto anomala per le latitudini dell’All England Club. Le temperature hanno trasformato Church Road in qualcosa di molto più simile a una città mediterranea che agli algidi prati verdi del tennis d’élite. Una situazione che ha già fatto scattare allarmi tra giocatori e organizzatori, ma che, per Jannik Sinner, potrebbe rivelarsi meno problematica del previsto.
Una colonna del tennis italiano come Paolo Bertolucci ha commentato la situazione con una battuta fulminea sui social, tracciando un parallelo tra il clima della City e quello desertico di Dubai. Non è solo ironia: lo scenario evoca memorie recentissime e tutt’altro che piacevoli.Solo poche settimane fa, sulla terra rossa del Roland Garros, l’afa asfissiante aveva provocato svenimenti tra il pubblico, crolli verticali e ritiri illustri tra gli atleti. Il timore è che l’emergenza si ripeta sull’erba londinese.
Gli organizzatori dei Championships, dunque, hanno già attivato la cosiddetta Heat Policy, il protocollo anti-caldo che regola le condizioni di gioco quando le temperature superano determinate soglie: se il limite viene varcato, i tennisti ottengono il diritto a uno stop prolungato. Nel circuito maschile, dove si gioca al meglio dei cinque set, la pausa temporanea viene concessa al termine della terza frazione di gioco. Basta che un solo atleta ne faccia richiesta per garantire a entrambi i contendenti una tregua utile a cambiarsi d’abito, rinfrescarsi o fare una doccia rapida. Una finestra di respiro preziosissima, ma con un limite preciso: durante questo break sono rigorosamente proibiti i consigli tecnici degli allenatori e le cure dei fisioterapisti.
Il quadro si fa ancora più critico sui campi secondari: qualora la situazione diventasse insostenibile, con l’indice termico che sfonda la barriera dei 32,2 gradi, il comitato organizzatore decreterà il blocco totale dei match sui campi secondari. Un provvedimento estremo che potrebbe rimescolare i calendari e creare code e sovrapposizioni nelle giornate più torride.
Ed è qui che entra in gioco il vantaggio di Sinner. Il regolamento dei Championships specifica che il protocollo anti-caldo viene azzerato sul Campo Centrale e sul Court 1 in caso di chiusura del tetto retrattile. Una volta sigillata la struttura, l’impianto di climatizzazione artificiale entra in funzione, stabilizzando l’ecosistema interno su parametri ideali.
Per il numero 1 del mondo, campione in carica dopo la storica finale vinta contro Alcaraz nel 2025, si tratta di una garanzia concreta. Grazie alla sua posizione di prima testa di serie, Sinner calcherà stabilmente i due palcoscenici principali del torneo.Qualora l’afa londinese dovesse farsi opprimente, dunque, la direzione del torneo opterà per la chiusura dei tetti, offrendo a Jannik uno scudo tecnologico simile a quello che lo ha salvato agli ultimi Australian Open.
