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    Home»Calcio»1926-2026: la Fiorentina svela la maglia che racconta 100 anni di storia viola
    Calcio

    1926-2026: la Fiorentina svela la maglia che racconta 100 anni di storia viola

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti26 Agosto 2026 17:00Nessun commento3 Mins Read
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    Maglie del centanario della Fiorentina
    Maglie del centanario della Fiorentina
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    La Fiorentina ha ufficialmente presentato la maglia celebrativa per il Centenario del club, un’edizione speciale che unisce estetica, tradizione e memoria storica in vista di uno dei traguardi più importanti nella storia della società viola. Il 2026, infatti, segna i cento anni dalla fondazione dell’ACF Fiorentina, avvenuta il 29 agosto 1926, e la nuova divisa è stata pensata proprio per celebrare degnamente questa ricorrenza.

    La maglia, realizzata da Joma, nuovo sponsor tecnico del club dopo il lungo sodalizio con Kappa, prende ispirazione dalle cornici ornamentali delle opere d’arte rinascimentali, un chiaro omaggio al patrimonio artistico e culturale della città di Firenze. Il concept, come spiegato dal club e dal brand spagnolo, trasforma la maglia stessa in una sorta di opera d’arte da indossare, seguendo il claim scelto per la presentazione: “Anche l’arte si indossa”. I dettagli decorativi sono stati applicati direttamente sul tessuto con tecnica embossed, capace di creare un effetto tridimensionale che cattura lo sguardo, richiamando la sensazione che si prova osservando un dipinto.

    Al centro dell’attenzione ci sono naturalmente i dettagli dedicati ai cento anni di storia gigliata: sul petto della maglia campeggia il contatore 1926-2026, mentre all’interno del colletto è stato inserito il numero 100, reinterpretato graficamente fino a richiamare il simbolo dell’infinito, quasi a voler suggerire l’idea di un legame che va oltre il tempo e le generazioni di tifosi. Lo stemma del club, termoapplicato in silicone, presenta inoltre diversi gigli in rilievo, riconoscibili anche al tatto: un particolare che rende il capo ancora più curato nei minimi dettagli.

    L’evento di svelamento si è tenuto nella suggestiva cornice dell’Hotel St. Regis di Firenze, dove è stata allestita una vera e propria mostra dedicata alle nuove divise, aperta anche ai tifosi. Curiosità e affetto hanno caratterizzato l’accoglienza del pubblico, con giudizi nel complesso positivi sulla sobrietà delle linee scelte e sulla capacità del design di raccontare, senza eccessi, la storia della città e del club. Diversi supporter hanno espresso pareri anche divergenti tra la prima maglia viola e la seconda, bianca, ma il filo conduttore condiviso è stato l’apprezzamento per il legame ritrovato con le radici della squadra.

    Un anno speciale per la Fiorentina, dunque, che vede anche festeggiamenti di piazza con fuochi d’artificio che illuminano l’Arno. La nuova maglia rappresenta, quindi, molto più di un semplice cambio di sponsor tecnico: è un vero e proprio manifesto identitario, pensato per accompagnare tifosi e squadra lungo un’annata particolarmente significativa. Cento anni di storia, tra momenti di gloria internazionale e stagioni complicate, che il club viola ha scelto di celebrare indossando letteralmente la propria identità, cucita addosso in ogni dettaglio della nuova divisa.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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