Dopo quattro mesi e mezzo di assenza dai campi da gioco, Carlos Alcaraz è pronto a difendere il titolo dello US Open, scendendo in campo lunedì 31 agosto contro il russo Safiullin. Lo spagnolo torna a Flushing Meadows con una certezza: “Mi sento benissimo“.
La decisione di scendere in campo non è stata semplice. Alcaraz ammette apertamente che il timing del suo ritorno non è ideale: “So che venire a un torneo che ha la possibilità di giocare cinque set può essere complicato. Probabilmente, per quanto riguarda la preparazione e tutto il resto, non è il momento migliore. Il mio team e io crediamo di essere pronti. Non è stata una decisione facile. Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per essere pronto, cercando di fare tutto alla perfezione, dentro e fuori dal campo“.
Il test decisivo è arrivato negli ultimi giorni, quando l’intensità degli allenamenti è stata spinta al massimo per simulare le condizioni di una partita vera. L’obiettivo era chiaro: verificare la tenuta del polso destro, l’articolazione che lo ha tenuto lontano dal circuito. “Abbiamo fatto allenamenti molto lunghi e molto intensi proprio per vedere come avrebbe reagito il mio polso. Dopo quelle giornate abbiamo visto che era tutto a posto, che tutto funzionava correttamente, e abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di tornare“.

Ma l’infortunio non è stato solo una questione fisica. Lo spagnolo individua proprio nella dimensione mentale il vero avversario di questi mesi: “Credo che questo infortunio mi abbia aiutato molto a capire che adesso tutto è nella mia testa“. Una lezione che potrebbe rivelarsi fondamentale quando, sul cemento di New York, arriveranno le prime difficoltà concrete.
A rendere particolare questo US Open c’è anche l’assenza di Jannik Sinner, fermo per un infortunio al ginocchio destro. La rivalità tra i due ha caratterizzato gli ultimi anni del tennis mondiale, e Alcaraz non nasconde quanto sia strana questa situazione: “Credo che tutti proviamo la stessa cosa quando qualcuno come Jannik si perde questo torneo, questo Slam. È una situazione un po’ strana. Alla fine ci vedremo per circa sei o sette mesi. È davvero particolare, a essere sincero“.
Le parole dello spagnolo nei confronti dell’italiano sono piene di rispetto e affetto: “Gli auguro il meglio. Spero che abbia una grande ripresa e che torni in campo di nuovo al massimo livello“. Un messaggio che testimonia come, al di là della competizione, tra i due campioni esista un legame umano autentico.
