Nel calcio capita spesso di assistere a padri e figli condividere lo stesso sogno, ma una storia come quella dei Bindon non si era mai vista prima ai Mondiali. Tyler Bindon, difensore centrale neozelandese classe 2005, è entrato in campo nella ripresa della sfida del girone tra Nuova Zelanda e Iran, terminata 2-2 al SoFi Stadium di Los Angeles. Un esordio mondiale come tanti altri, se non fosse per un dettaglio che lo rende unico: sugli spalti, a guardarlo, c’era sua madre Jenny, ex portiere della Nazionale neozelandese ed ex calciatrice ai Mondiali del 2007 e del 2011.
Con quel subentro dalla panchina, Tyler e Jenny sono diventati ufficialmente la prima coppia madre-figlio della storia a disputare entrambi una Coppa del Mondo di calcio. Un primato che ha commosso la stessa Jenny, oggi assistente allenatrice nel calcio femminile inglese, che al termine della partita è riuscita a raggiungere il figlio a bordo campo per un abbraccio carico di significato. “Mi ha detto: ce l’abbiamo fatta, mamma”, ha raccontato Jenny ai media neozelandesi, ancora visibilmente emozionata. “In quel momento ho realizzato davvero cosa significasse essere i primi al mondo a riuscirci. È stato incredibile”.
Per Jenny, oggi 53 anni, si tratta della chiusura di un cerchio cominciato quasi vent’anni fa. La sua prima partecipazione mondiale risale al 2007, quando Tyler aveva appena due anni; la seconda nel 2011, prima di chiudere la carriera in Nazionale nel 2014 con 77 presenze totali tra i pali. Da allora si è reinventata come allenatrice, ricoprendo ruoli da assistente con le giovanili neozelandesi e, soprattutto, con la squadra femminile dell’UCLA, l’università californiana che nel 2017 le offrì un incarico cruciale anche per la crescita sportiva del figlio.
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Fu, infatti, il trasferimento della famiglia in California, quando Tyler aveva 12 anni, a segnare la svolta nella carriera del giovane difensore, che si formò nel settore giovanile del Los Angeles FC prima di intraprendere la strada del calcio professionistico in Inghilterra, passando per Reading e Nottingham Forest fino all’attuale Sheffield United, in Championship.
Anche il padre di Tyler, Grant, ha un passato da atleta di alto livello: è stato capitano della Nazionale di pallavolo neozelandese, completando un quadro familiare che definisce questo trio una vera e propria dinastia sportiva.
Sul piano tecnico, Tyler ha dimostrato negli anni solidità e affidabilità in fase difensiva, qualità che gli sono valse 25 presenze in Nazionale maggiore prima dell’esordio mondiale e che ne fanno uno dei punti fermi della retroguardia neozelandese in questa rassegna iridata. Una storia che va oltre il risultato sportivo della partita d’esordio e che racconta, ancora una volta, come il calcio sappia intrecciare generazioni diverse in un’unica, straordinaria narrazione familiare.
