Il mondo del tennis italiano piange la scomparsa di Alberto Lazzarino, una figura di rilievo del Novecento. A 97 anni si è spento un uomo che ha segnato la storia del tennis nel nostro Paese, non solo come giocatore ma anche come maestro e mentore per generazioni di tennisti. Fratello della famosa Silvana Lazzarino, semifinalista al Roland Garros nel 1954, Alberto ha vissuto il tennis italiano come protagonista silenzioso ma fondamentale.
Toscano di origine, ma romano d’adozione, Lazzarino ha calcato i campi più prestigiosi del mondo, come Roland Garros e Wimbledon. Dopo aver appeso la racchetta al chiodo, si è dedicato all’insegnamento, diventando un maestro apprezzato per il suo approccio originale e fuori dagli schemi. Nicola Pietrangeli, suo amico e compagno di doppio, lo soprannominò affettuosamente “mostro” per la sua capacità di sorprendere in campo.
Un colpo leggendario del suo repertorio era la palla corta “cadorna”, un colpo imprevedibile che cadeva nel campo avversario per poi ritornare indietro. Questo simbolo della sua astuzia tattica ha lasciato il segno nel panorama tennistico.
Nel suo ruolo di allenatore, ha guidato giovani talenti come Adriano Panatta, influenzando profondamente la loro crescita sportiva e umana al Circolo Parioli di Roma. Nel 1974, con le sorelle Silvana, Anna Maria e Maria Teresa, ha fondato il Tennis Club Le Molette, un luogo di innovazione e cultura tennistica.
Alberto Lazzarino lascia la moglie Franca e la figlia Silvana. La sua messa funebre si terrà presso la Cattedrale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a La Storta, Roma. L’intero movimento tennistico, compreso il presidente della FITP Angelo Binaghi, si unisce al dolore della famiglia per la perdita di una figura carismatica e autentica.