Un ciclo lunghissimo, quasi tre decenni di storia condivisa, sta per chiudersi: Piero Ausilio e l’Inter sarebbero arrivati al capolinea del loro rapporto professionale, complice l’impossibilità di trovare un accordo sul rinnovo contrattuale. Il legame tra il dirigente di Cinisello Balsamo e il club nerazzurro, che dura dal 1997, rischia dunque di interrompersi già a partire dalla fine di questa stagione.
Il nodo, come spesso accade in queste situazioni, è economico e riguarda soprattutto la durata dell’accordo. Il contratto attuale di Ausilio scadrebbe nel giugno 2027, ma la proprietà americana Oaktree avrebbe messo sul tavolo solo un prolungamento di un anno, mantenendo sostanzialmente invariate le cifre dell’ingaggio già percepito. Una proposta che il direttore sportivo avrebbe interpretato come un segnale di scarsa fiducia nei suoi confronti, tanto da spingerlo a valutare seriamente l’addio, con le parti che ora starebbero lavorando a una risoluzione consensuale del rapporto.
Non si tratta, però, di una separazione qualunque: Ausilio è entrato nel mondo Inter da giovanissimo, come segretario del settore giovanile voluto da Massimo Moratti, per poi scalare gradualmente tutte le gerarchie dell’area sportiva fino a diventare direttore sportivo della prima squadra nel 2014. In questi dodici anni al vertice ha attraversato tre cambi di proprietà, dalla famiglia Moratti al gruppo Suning, fino all’attuale gestione di Oaktree, dimostrando una capacità non comune di adattarsi ai diversi contesti societari senza mai perdere il proprio ruolo.

Sul piano sportivo, il suo bilancio parla da solo: tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane, oltre a due finali di Champions League raggiunte nell’arco di due stagioni. L’Inter, che oggi viene considerata da tutti gli addetti ai lavori la squadra più competitiva del calcio italiano porta in larga parte la sua firma. Basti pensare ad alcuni dei colpi di mercato più significativi dell’ultimo decennio nerazzurro: da Lautaro Martinez a Nicolò Barella, passando per Alessandro Bastoni e Marcus Thuram, solo per citarne alcuni. Operazioni portate a termine spesso con margini di manovra economici molto più ristretti rispetto a quelli di altri top club europei, un elemento che rende ancora più significativo il percorso di crescita costante dell’Inter negli ultimi dieci anni.
Proprio questo aspetto rende la vicenda ancora più delicata: perdere Ausilio a stagione in corso significherebbe privarsi non solo di un profilo tecnico di assoluto valore, ma anche di una vera e propria memoria storica del club, capace di muoversi con disinvoltura tra dinamiche interne, rapporti con agenti e club esteri costruiti in quasi trent’anni di lavoro sul campo.
Resta ora da capire i tempi della possibile ufficializzazione: alcune indiscrezioni parlano addirittura di un’uscita anticipata già a gennaio, prima ancora della fine del campionato. Un epilogo che, se confermato, segnerebbe la fine di un’epoca per l’intero ambiente nerazzurro.
