Il Gran Premio di Aragon regala uno dei momenti più intensi dell’intera stagione MotoGP, con Marc Marquez e Marco Bezzecchi protagonisti di un duello al cardiopalma che ha rischiato di trasformarsi in un incidente ad altissima velocità. Il campione del mondo in carica ha comunque chiuso la gara al primo posto, consolidando il proprio piazzamento in classifica generale e mettendo pressione proprio al rivale dell’Aprilia, ora atteso a un finale di Mondiale sempre più teso.
L’episodio clou della gara è arrivato al sesto giro, quando Marquez ha attaccato Bezzecchi nel tratto tra curva 14 e curva 15, riuscendo a infilarsi all’interno della traiettoria del pilota Aprilia. La risposta di Bezzecchi non si è fatta attendere: sfruttando una migliore uscita di curva, si è riportato affiancato alla Ducati numero 93 lungo il lunghissimo rettilineo che conduce all’ultima curva del tracciato di Motorland. Da lì è iniziato un tratto di gara di quasi un chilometro con le due moto praticamente incollate l’una all’altra, a una velocità superiore ai 300 chilometri orari.
A rendere la situazione particolarmente delicata è stato un fenomeno aerodinamico che ha sorpreso gli stessi piloti: le due moto, invece di respingersi, sembravano attirarsi reciprocamente, come calamitate l’una verso l’altra. Marquez ha raccontato di aver provato più volte a spostarsi verso destra per allontanarsi dall’Aprilia di Bezzecchi, senza però riuscirci: la sua moto veniva costantemente risucchiata verso quella del rivale, e viceversa. Il campione di Cervera ha rivelato che, durante quella fase concitata, la sua Ducati ha addirittura accennato una piccola impennata mentre marciava in sesta marcia a piena accelerazione, un dettaglio che rende ancora più chiara la pericolosità del momento vissuto in pista.
Bezzecchi, spinto sempre più verso l’esterno della pista fino quasi a toccare la linea bianca, ha, infine, deciso di allentare la presa, consapevole di stare rischiando troppo in un contesto già di per sé estremo. Lo stesso Marquez, ripercorrendo l’accaduto nel dopo gara, ha definito l’episodio come uno dei momenti più strani vissuti in sella a una moto, sottolineando quanto sia stato al tempo stesso spettacolare per il pubblico e spaventoso per chi lo ha vissuto in prima persona.
Anche Bezzecchi, dal canto suo, ha confermato la versione del rivale, ammettendo la difficoltà del momento e la consapevolezza di aver esagerato in una fase della sfida diretta. Nonostante il rischio concreto di un contatto ad altissima velocità, i due piloti sono riusciti a portare a termine la manovra senza conseguenze, regalando agli appassionati una delle immagini più discusse dell’intero weekend di gara.
L’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulle turbolenze aerodinamiche generate dalle moto di ultima generazione, un tema che negli ultimi anni sta diventando sempre più centrale nel paddock della MotoGP, soprattutto nei duelli ravvicinati sui rettilinei più veloci del calendario.
