Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Calcio»Arbitri, cambia tutto: la UEFA detta le nuove regole e manda un messaggio al VAR
    Calcio

    Arbitri, cambia tutto: la UEFA detta le nuove regole e manda un messaggio al VAR

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti28 Agosto 2026 16:00Nessun commento3 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    arbitro espelle giocatore
    arbitro espelle giocatore - Unsplash
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Meno perdite di tempo, maggiore severità nei confronti delle proteste e soprattutto un VAR chiamato a intervenire soltanto quando serve davvero. È questa la direzione scelta dalla UEFA per la stagione 2026/27, con Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri europei, che ha illustrato le nuove linee guida destinate alle competizioni continentali. L’obiettivo è restituire centralità al direttore di gara e rendere il calcio più fluido.

    Il primo capitolo riguarda proprio il tempo. Per rimesse laterali e rinvii dal fondo scatta un conto alla rovescia di cinque secondi dopo il segnale dell’arbitro: chi supera il limite perde la rimessa o concede un calcio d’angolo agli avversari. Anche le sostituzioni diventano più rapide: il giocatore che deve uscire avrà dieci secondi dalla comparsa del numero sulla lavagnetta. Se non rispetta il limite, la squadra resterà temporaneamente in dieci.

    Regole più precise anche sugli infortuni. Quando entrano i sanitari e il gioco viene interrotto, il calciatore dovrà rimanere fuori per almeno un minuto, con alcune eccezioni. L’idea è evitare interruzioni tattiche e simulazioni, mantenendo più alto il ritmo delle partite.

    Una novità riguarda, invece, il comportamento dei calciatori. Coprirsi la bocca mentre si parla con un avversario non comporterà automaticamente l’espulsione: sarà l’arbitro a valutare l’episodio e, quando necessario, potrà estrarre il giallo. L’UEFA prende quindi una posizione diversa rispetto alla linea adottata dalla FIFA.

    Cartellino rosso
    Cartellino rosso

    La vera rivoluzione, però, riguarda il VAR. La tecnologia potrà controllare anche una seconda ammonizione, mentre non sarà aperta la porta alla revisione generalizzata dei primi cartellini gialli. Il principio resta quello dell’errore chiaro ed evidente. Anche il controllo sugli angoli assegnati erroneamente sarà limitato ai casi evidenti, senza trasformare ogni episodio in una revisione infinita.

    Cambia inoltre il protocollo per gli episodi a palla ferma: il VAR potrà intervenire anche quando un’infrazione si verifica prima della ripresa del gioco. E attenzione ai falli di mano in area: se il pallone è già stato messo in movimento, l’episodio potrà essere punito con il rigore.

    Altro punto destinato a far discutere: solo il capitano potrà dialogare con l’arbitro. Proteste collettive e accerchiamenti saranno considerati comportamenti da sanzionare. Una linea che punta a ristabilire il rispetto dell’autorità arbitrale.

    La UEFA ha poi introdotto la Clear Line, una vera biblioteca digitale con oltre 150 situazioni arbitrali, pensata per spiegare quando il VAR deve intervenire e quando invece deve restare fuori dalla partita. In Champions League arriva inoltre il fuorigioco automatico: quando l’offside sarà chiaramente superiore alla soglia prevista, il sistema comunicherà direttamente all’assistente arbitrale la decisione.

    Il messaggio finale di Rosetti riassume tutta la filosofia della nuova stagione: il VAR non deve diventare un secondo arbitro. La tecnologia deve correggere gli errori evidenti, non sostituire chi dirige la partita. Per la UEFA, dunque, il futuro dell’arbitraggio passa dalla tecnologia, ma con l’arbitro ancora saldamente al centro.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Tiziana Morganti
    • Facebook
    • Instagram

    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

    Articoli recenti
    • Inter-Napoli, Chivu punge Milan e Juve: poi la carezza ad Allegri: “Ha vinto sei scudetti”
    • Sonno, zero glutine e integratori: il metodo Malen che sta facendo impazzire Gasperini e la Roma
    • Ferrari, che spettacolo a Monza! Poi Russell gela le Rosse: il verdetto delle libere
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.