A Perth, a Perth! Non è il richiamo delle Tre sorelle di Cechov, ma una nuova avventura per il calcio italiano, che si sposta in Australia. I tre protagonisti, Simonelli, De Siervo e Infantino, come moderni esploratori, si dirigono verso Perth per promuovere la bellezza del nostro calcio. La sfida Milan-Como, con due società a capitale straniero e una maggioranza di calciatori non italiani, rappresenta un esperimento audace. A rendere il tutto più intrigante è la decisione di affidare la direzione della partita a un arbitro della federazione asiatica, una scelta che fa discutere. Non è la prima volta nella storia della Serie A che arbitri stranieri entrano in gioco; era già successo negli anni ’50 con 76 partite dirette da 23 arbitri stranieri. All’epoca, la reazione degli arbitri italiani fu forte, ma oggi il contesto è diverso. L’apertura a una circolazione libera degli arbitri, simile a quella dei calciatori dopo la sentenza Bosman, potrebbe diventare un precedente interessante. Cosa succederebbe se l’arbitro designato, ipoteticamente Eric Saba, commettesse errori decisivi? Le conseguenze potrebbero essere significative sulla regolarità del campionato. E se venissero riconosciuti errori, si vedrebbe una retrocessione in una lega minore, come accade in Italia? Questo esperimento pone interrogativi e crea aspettative. In un mondo dove soldi e voti hanno un peso rilevante, il rischio è che a Perth tornino indietro i boomerang, lasciando un segno indelebile nella storia del nostro calcio.






