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    Home»Storie»Che fine ha fatto Paul il polpo, la storia del profeta del Mondiale 2010
    Storie

    Che fine ha fatto Paul il polpo, la storia del profeta del Mondiale 2010

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti27 Giugno 2026 14:00Nessun commento2 Mins Read
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    Il polpo Paul, diventato famoso durante i Mondiali 2010
    Il polpo Paul, diventato famoso durante i Mondiali 2010.
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    C’è chi si affida ai dati, chi alle statistiche e chi, nell’estate del 2010, ha preferito guardare un cefalopode scegliere tra due cozze. Si tratta di Paul il Polpo ospite dell’acquario Sea Life di Oberhausen, in Germania, e diventato uno dei personaggi più improbabili e affascinanti nella storia recente del calcio mondiale. Una creatura dai tentacoli lunghi e dall’intuito, apparentemente, infallibile.

    Ma come avveniva il sorteggio di Paul? Il meccanismo ideato dallo staff dell’acquario era tanto naïf quanto geniale: due contenitori trasparenti venivano calati nella vasca, ciascuno recante la bandiera di una delle squadre in gara e contenente una cozza come esca. Il polpo si avvicinava, ispezionava, e infine apriva uno dei contenitori mangiando il mollusco all’interno: quella scelta diventava il pronostico ufficiale. Nessun algoritmo, nessuna intelligenza artificiale, solo un animale che seguiva il suo istinto e, nel 2010, non ha sbagliato un colpo.

    Paul, però, non era nuovo a questo tipo di esperimento: già agli Europei del 2008, infatti, era stato coinvolto come oracolo per le partite della nazionale tedesca, ottenendo risultati discreti ma non eccezionali, intorno al 66% di previsioni corrette. Un piccolo scivolone arrivò proprio nella finale, quando non riuscì a individuare nella Spagna la futura campionessa continentale. Un errore che, però, non ha scalfito la sua fama crescente.

    Quando due anni dopo sono tornati i Mondiali, questa volta ospitati in Sudafrica, Paul si presenta all’appuntamento con tutt’altra determinazione. Partita dopo partita, dalla fase a gironi fino alla finalissima tra Spagna e Paesi Bassi, il polpo di Oberhausen non sbaglia una sola previsione. Sette pronostici, sette risultati esatti, compreso quello della vittoria spagnola che avrebbe consegnato la Coppa del Mondo alle Furie Rosse per la prima volta nella storia.

    La gloria di Paul, però, è durato poco, come spesso accade ai grandi protagonisti. Nato in Inghilterra e cresciuto tra le vasche tedesche, il polpo aveva dalla sua parte tutto il carisma del caso, ma non il tempo. Il 26 ottobre 2010, appena pochi mesi dopo il trionfo mediatico dei Mondiali, Paul si spegne serenamente durante la notte, per cause del tutto naturali. L’aspettativa di vita media di un polpo comune, infatti, è di circa due anni, e Paul non ha fatto eccezione. L’acquario ha annunciò la scomparsa con un comunicato sobrio e commosso.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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