La NBA ha deciso di usare il pugno duro contro i Los Angeles Clippers per una vicenda che ruota attorno a Kawhi Leonard e alle regole sul salary cap. In sostanza, la lega sostiene che la franchigia abbia favorito alcuni accordi commerciali del giocatore e sostenuto determinate spese personali, garantendogli così vantaggi economici che non avrebbero dovuto passare attraverso il club.
Il sospetto è che questo sistema sia servito ad aggirare il tetto salariale: non è vietato a un giocatore firmare sponsorizzazioni, ma una squadra non può utilizzare i propri rapporti commerciali per offrirgli una sorta di compensazione extra fuori dal contratto.
Per questo, i Clippers dovranno pagare una multa record di 30 milioni di dollari e rinunciare alle scelte del primo turno al draft per ben cinque anni consecutivi: 2029, 2030, 2031, 2032 e 2033. Il proprietario Steve Ballmer è stato sospeso per un anno da tutte le attività della NBA e dei Clippers. Gillian Zucker, presidente delle operazioni commerciali, dovrà scontare una sospensione di un anno senza stipendio, mentre Lawrence Frank, presidente delle operazioni cestistiche, è stato sospeso per sei mesi senza compenso.
L’inchiesta ha rivelato che le violazioni risalgono al 2021, quando la squadra firmò l’estensione contrattuale con Leonard. Secondo quanto emerso dal rapporto degli investigatori indipendenti, l’organizzazione avrebbe orchestrato un sistema per aggirare il tetto salariale e garantire vantaggi economici extra al giocatore.
La figura centrale della vicenda è Dennis Robertson, zio di Leonard e suo business manager all’epoca dei fatti. La NBA gli ha imposto un divieto di cinque anni dall’attività con squadre e affiliate NBA per conto di giocatori, dipendenti o membri dello staff. Robertson era stato licenziato da Leonard all’inizio del 2026, prima della conclusione dell’indagine.
Ed è proprio qui che nasce la controversia che sta infiammando il mondo della pallacanestro americana. Mentre i Clippers affrontano conseguenze devastanti e i dirigenti perdono anni di lavoro e stipendio, Kawhi Leonard, invece, è stato sanzionato con una multa di 700.000 dollari. La NBA ha ritenuto che il giocatore avesse violato le regole di circumvention attraverso le condotte legate agli accordi commerciali, ma Leonard ha sostenuto di aver agito in buona fede e di non essere stato a conoscenza di alcuna intenzione di aggirare il salary cap.
La NBA ha voluto lanciare un messaggio chiaro: le violazioni del salary cap non saranno tollerate e le conseguenze saranno severe. I Los Angeles Clippers, dal canto loro, hanno annunciato l’intenzione di contestare le decisioni della NBA. In un comunicato ufficiale, la franchigia ha definito il verdetto “fortemente distorto” e ha promesso di combattere quelle che considera sanzioni eccessive e ingiuste.
Le conseguenze a lungo termine per i Clippers potrebbero essere devastanti. Perdere cinque scelte consecutive del primo turno significa rinunciare alla principale via attraverso cui le squadre NBA costruiscono il futuro, specialmente in un’era in cui il draft produce regolarmente giovani fenomeni capaci di cambiare le sorti di una franchigia.
