La nazionale di calcio di Haiti è stata obbligata a modificare il design della maglia con cui avrebbe dovuto disputare i Mondiali 2026, dopo un attento esame della Fifa. Il motivo del rifiuto riguarda la presenza di elementi visivi considerati dall’organismo internazionale come un messaggio politico.
Il riferimento è in particolare alla raffigurazione della battaglia di Vertières del 1803, lo scontro decisivo che pose fine al dominio coloniale francese e aprì la strada all’indipendenza della nazione, dichiarata nel 1804, facendo dell’isola il primo Paese indipendente dei Caraibi e l’unico nella storia a nascere da una rivoluzione promossa dagli schiavi.
Saeta, l’azienda colombiana che ha disegnato le casacche, ha dichiarato mercoledì scorso in un comunicato di essersi attenuta al divieto della Fifa, pur precisando che il design non era inteso come una dichiarazione politica, bensì come un omaggio agli uomini e alle donne che contribuiscono ogni giorno al futuro di Haiti. La maglia presentava il blu a richiamare il mare e il rosso a simboleggiare la forza e la passione della nazione caraibica.
I giocatori della nazionale hanno indossato la maglia, ora vietata, durante un’amichevole contro il Perù disputata la scorsa settimana in Florida. Il modello originale è attualmente esaurito sul sito di SaetaUSA, segno dell’interesse suscitato dalla divisa prima del divieto.
Non si tratta del primo caso in cui Haiti si trova a dover modificare le proprie divise per questioni legate ai simboli. Il Comitato Olimpico Internazionale aveva richiesto la rimozione dell’immagine del padre fondatore Toussaint Louverture dalle uniformi indossate dalla delegazione haitiana durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, ritenendo che violasse le regole olimpiche contro i simboli politici.
Nel frattempo, la nazionale haitiana ha esordio ai Mondiali contro la Scozia a Foxborough, nel Massachusetts, perdendo per 1 a 0. Affronterà successivamente il Brasile, cinque volte campione del mondo, il 19 giugno a Filadelfia, e il Marocco il 24 giugno ad Atlanta.
