La Fiorentina si trova in una situazione critica, con soli sei punti in classifica, occupando l’ultimo posto. A otto punti di distanza dalla quartultima, la squadra è contestata pesantemente dai tifosi. Il coordinamento dei sostenitori viola ha dichiarato: “Non ci riconosciamo più nella proprietà, le nostre strade si dividono qui”. Un anno fa la Fiorentina era in cima alla classifica, ma oggi l’allenatore Vanoli, il terzo dalla scorsa estate, è già a rischio. La squadra è chiusa nel Viola Park mentre i dirigenti discutono il futuro del tecnico, con l’intenzione di proseguire per ora. Si cerca anche una figura forte e competente per rafforzare la società. In campo, i giocatori sembrano irriconoscibili, paralizzati dalla paura di retrocedere. Uno scenario ben diverso dai sogni di Champions League dell’estate. Ne abbiamo parlato con Giovanni Galli, ex portiere della Fiorentina e del Milan. Galli ha spiegato che la paura del giocatore può soffocare le possibilità di salvezza, mentre lui stesso, a 19 anni, non si è mai lasciato intimidire dalla retrocessione. Ricorda il suo debutto nel 1977 contro la Juventus senza timore. In una recente partita, Gudmundsson ha evitato di tirare a porta per servire un compagno, gesto che secondo Galli non è dettato dalla paura ma dalla volontà di riscattarsi. Vanoli, confermato almeno fino a domenica, deve ora identificare chi è pronto a lottare e chi no. Anche De Gea, portiere di esperienza, è in difficoltà e necessita di un confronto diretto per valutare la sua disponibilità a scendere in campo. La società, più di tutti, teme la retrocessione in Serie B nell’anno del centenario, un’onta che segnerebbe la storia del club quanto i suoi scudetti storici.





