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    Home»Sport»Dodici miliardi per i Lakers, poi il record degli Angels: i miliardari americani giocano allo sport
    Sport

    Dodici miliardi per i Lakers, poi il record degli Angels: i miliardari americani giocano allo sport

    RedazioneBy Redazione6 Settembre 2026 16:00Nessun commento3 Mins Read
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    Murales dedicato ai Lakers
    Murales dedicato ad un giocatore dei Lakers
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    Dodici miliardi di dollari per i Lakers. 3,9 miliardi per i San Diego Padres. Poi altri 4 miliardi per i Los Angeles Angels, nuovo record nella Major League Baseball. In poche settimane, lo sport professionistico americano ha riscritto la propria scala dei valori, trasformando alcune delle franchigie più prestigiose degli Stati Uniti in asset dal prezzo ormai difficilmente immaginabile.

    Il caso più recente riguarda gli Angels, passati sotto il controllo di Stan Kroenke, proprietario dei Los Angeles Rams, in un’operazione che ha fissato a 4 miliardi di dollari la valutazione della franchigia. Poche settimane prima, José E. Feliciano e Kwanza Jones avevano rilevato i Padres per 3,9 miliardi. Ma il vero terremoto era arrivato con i Los Angeles Lakers, valutati circa 12 miliardi di dollari: la cifra più alta mai raggiunta da una squadra sportiva professionistica.

    Tre operazioni ravvicinate che raccontano molto più di una particolare vivacità del mercato californiano. Le franchigie americane sono diventate investimenti multimiliardari, sempre più interessanti.

    Perché le squadre valgono così tanto

    Il motivo principale è che una franchigia oggi non è soltanto una squadra. È un enorme contenitore di diritti televisivi, sponsorizzazioni, merchandising, biglietti, proprietà intellettuale, contenuti digitali e, in alcuni casi, stadi e immobili.

    I diritti media sono diventati particolarmente preziosi. Il nuovo accordo nazionale dell’NBA vale circa 76 miliardi di dollari in 11 anni, mentre la NFL continua a distribuire alle proprie franchigie ricavi televisivi enormi e garantiti. I Dodgers, per esempio, hanno firmato nel 2013 un accordo televisivo locale da 8,35 miliardi di dollari in 25 anni.

    Il valore dello sport dal vivo nasce anche dalla sua rarità. Film e serie possono essere guardati in qualsiasi momento, mentre una partita esiste in un preciso istante e crea un appuntamento impossibile da replicare. Per gli investitori, questa capacità di concentrare milioni di spettatori contemporaneamente è oro.

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    Il conto potrebbe arrivare ai tifosi

    Per i sostenitori delle squadre, un proprietario ricco può rappresentare una buona notizia. Più capitali significano possibilità di migliorare strutture, costruire nuovi impianti, investire nei giocatori e ampliare il marchio a livello internazionale. Il SoFi Stadium dei Rams, costato circa 7 miliardi di dollari, è l’esempio più evidente della capacità di Kroenke di muovere capitali enormi.

    Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Chi compra una franchigia per miliardi deve trovare il modo di valorizzare quell’investimento. E questo può significare prezzi più alti per biglietti, parcheggi, merchandising, concessioni e posti premium, oltre a una pressione crescente sulle sponsorizzazioni.

    Quando una squadra diventa un investimento

    È questo il vero cambiamento. Per decenni molte franchigie sono rimaste nelle mani delle stesse famiglie, diventando quasi patrimoni ereditari. Oggi il modello sta cambiando: comprare, aumentare il valore, monetizzare e, eventualmente, rivendere.

    Il rischio è che una squadra finisca per essere considerata soprattutto come un asset finanziario. Ma c’è un elemento che nessun bilancio può sostituire: la fedeltà dei tifosi. Sono loro ad alimentare audience, biglietti, merchandising e valore dei diritti televisivi.

    Il boom delle franchigie americane, quindi, probabilmente non è finito. Dopo i 12 miliardi dei Lakers, i 3,9 dei Padres e il record da 4 miliardi degli Angels, la domanda non è più se arriveranno nuove valutazioni stratosferiche. È quanto in alto potranno ancora salire.

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    Redazione

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