Stanno infuriando le polemiche al mondiale per un gesto, considerato suprematista, fatto da un arbitro australiano nella sala VAR, prima del fischio d’inizio di Germania-Curaçao, partita dei Mondiali di Canada, Messico e USA, giocata domenica scorsa. La regia internazionale della diretta televisiva, infatti, ha inquadrato l’australiano Shaun Evans, mentre faceva uno strano gesto con la mano destra, stesa lungo il fianco.
Secondo molte interpretazioni, Evans avrebbe fatto il gesto del “white power”, utilizzato da tempo negli ambienti dell’estrema destra e in particolare come simbolo dei suprematisti bianchi. La questione è andata ben oltre i social media: The Athletic, il portale sportivo del New York Times, ha dedicato alla vicenda un lungo articolo, mentre la rete antidiscriminazione Fare Network ha chiesto l’esclusione immediata dell’arbitro dal torneo.
Il gesto del “potere bianco” sembra un semplice “ok”, ma viene fatto con la mano capovolta. Il pollice e l’indice si toccano a formare un cerchio, mentre le altre tre dita vengono tenute distese e separate. In questo modo, secondo la simbologia, la mano forma la P di power e la W di white. Questo gesto è diventato particolarmente noto dopo essere stato mostrato da Brenton Tarrant, suprematista bianco australiano che ha ucciso 50 persone in una sparatoria contro una moschea.
Subito dopo le prime polemiche è arrivata la risposta di Evans:
“Non ho fatto quel gesto intenzionalmente e non volevo comunicare alcun messaggio. L’unica spiegazione che posso dare è che si sia trattato di un gesto involontario“.
Un portavoce della FIFA, pur senza fornire dichiarazioni ufficiali iniziali, ha ammesso che l’organismo stava esaminando la questione attraverso un’indagine interna, ma al momento nessuna esclusione sarebbe all’orizzonte, visto che la Commissione Disciplinare della Federazione Internazionale del Calcio ha sancito che non c’è alcuna evidenza che abbia violato il codice deontologico dell’organizzazione. Evans è un arbitro australiano di grande esperienza che è alla sua seconda edizione dei Mondiali: era presente anche in Qatar nel 2022, sempre come addetto al VAR.
Esistono già alcuni precedenti di sportivi puniti per aver compiuto il gesto del “white power”, che è classificato come simbolo d’odio. Nel luglio 2023, la squadra di MLS DC United ha licenziato un preparatore atletico che aveva fatto quel gesto in un post sui social. Per la FIFA, però, non si è trattato della stessa cosa.
