In Inghilterra dieci ex calciatori professionisti sono stati selezionati per frequentare il corso da arbitri, con l’obiettivo di portare la loro esperienza sul campo in una veste completamente diversa. L’iniziativa fa parte di un programma più ampio di sviluppo del settore arbitrale che potrebbe rivoluzionare il rapporto tra giocatori e direttori di gara.
La decisione arriva dall’organizzazione arbitrale inglese, guidata dall’ex arbitro internazionale Howard Webb, in cooperazione con la Federazione calcistica inglese e l’associazione dei calciatori professionisti. L’obiettivo dichiarato è incoraggiare una maggiore osmosi e comprensione reciproca tra due ruoli storicamente in contrapposizione: quello del calciatore e quello dell’arbitro.
Il progetto si inserisce all’interno di una riorganizzazione più ampia che prevede anche il cambio di denominazione da PGMOL a Pro-Ref, la nuova identità che gestirà l’arbitraggio per Premier League e Championship lavorando in sinergia con la Football Association.

I nomi dei dieci ex calciatori che hanno accettato questa sfida sono: Martyn Andrews, Carl Baker, Chris Birchall, Iyseden Christie, Anthony Griffith, Sam Mantom, Jerry Nnamani, George Smith, Liam Trotter e Peter Vincenti. Molti altri professionisti avrebbero declinato l’invito, ma questi dieci hanno deciso di intraprendere una carriera completamente nuova, tornando in campo ma con una mansione opposta rispetto al passato.
Howard Webb ha spiegato la filosofia dietro questa scelta:
“Oltre al nostro impegno nello sviluppo degli arbitri già in forza, miriamo a creare il miglior ambiente possibile per supportare e incoraggiare giocatori attuali ed ex giocatori a migliorare le proprie competenze, conoscenze e, in definitiva, le proprie qualità come ufficiali di gara attraverso questo programma“
La svolta storica si spiega molto facilmente: la speranza è che chi ha vissuto il calcio dall’interno possa portare una comprensione più profonda delle dinamiche di gioco, delle pressioni che i calciatori affrontano e delle situazioni che si creano in campo durante una partita.
Anche in Italia si è discusso migliaia di volte sull’opportunità di coinvolgere ex calciatori nelle sale Var o in altri ruoli legati all’arbitraggio. In Inghilterra hanno deciso di fare un passo concreto, sperimentando questa soluzione sul campo, con veri arbitri che dirigeranno partite ufficiali.
L’esperimento inglese rappresenta una piccola rivoluzione per “avvicinare” due mondo che nascono per essere su fronti opposti (sportivamente parlando, s’intende). Se l’iniziativa dovesse avere successo, potrebbe aprire la strada a cambiamenti simili in altri campionati europei, modificando il profilo professionale degli arbitri del futuro e il loro rapporto con i protagonisti del gioco.
