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    Home»Storie»Germania-Paraguay ai Mondiali 2026: la partita nasconde una storia oscura e affascinante
    Storie

    Germania-Paraguay ai Mondiali 2026: la partita nasconde una storia oscura e affascinante

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti29 Giugno 2026 16:00Updated:29 Giugno 2026 16:15Nessun commento3 Mins Read
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    Fabian Balbuena cresciuto in Nueva Germania
    Fabian Balbuena cresciuto in Nueva Germania - Wikimedia
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    C’è una storia che pochi conoscono dietro la sfida tra Germania e Paraguay, valida per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Una vicenda che affonda le radici nell’Ottocento, tra filosofia, utopie razziste e la foresta pluviale sudamericana.

    Nueva Germania è un piccolo centro abitato del Paraguay, situato nel dipartimento di San Pedro, a circa 297 chilometri da Asunción e fondato il 23 agosto 1887 da Bernhard Förster, marito di Elisabeth Förster-Nietzsche: un particolare che lo rende cognato del grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. I due uomini, però, non si somigliano affatto nel pensiero.

    Förster ha il sogno di costruire una colonia popolata da puri ariani, ritenendo quella regione del Paraguay particolarmente adatta al suo scopo: insieme alla moglie Elisabeth, porta con sé quattordici famiglie tedesche, attratte da grandi promesse di prosperità in una comunità di vegetariani, astemii e tedeschi puri. Ma perché proprio il Paraguay? Dopo la guerra della triplice alleanza, persa contro Brasile, Argentina e Uruguay, i paraguaiani avevano perso il 50% del territorio e il 70% della popolazione. Per questo motivo gli stranieri erano ben accetti.

    Nietzsche, però, era tutt’altro che d’accordo: il filosofo inviava lettere alla sorella nel tentativo di farla ragionare, essendo contrario alla posizione del cognato, che riteneva folle. Ed aveva ragione visto che la vita nella comune viene presto oscurata da debiti, discordie e malattia. Tutto termina con un epilogo drammatico: Förster si suicida nel 1889, e la moglie rientra in Germania quattro anni dopo.

    Ma la storia di Nueva Germania non finisce lì. Dopo la seconda guerra mondiale, il Paraguay diventa rifugio di criminali nazisti. Tra questi anche Josef Mengele, il famigerato dottor morte di Auschwitz, e Eduard Roschmann, il macellaio di Riga.

    Il paradosso più bello, però, è quello che racconta il presente. Oggi, infatti, Nueva Germania è un centro con poco più di 4.000 abitanti, non molto diverso dalle altre cittadine paraguayane della regione. Generazioni di integrazione e unioni miste hanno fatto sì che la comunità che avrebbe dovuto essere un glorioso monumento alla purezza razziale sia invece diventata un simbolo dell’integrazione.

    Il 10% degli abitanti è di prevalenti origini tedesche, mentreill 90% restante è composto da paraguaiani di origine mista o indigena, con cui i discendenti dei coloni si sono mescolati nel corso delle generazioni. Certo, per le strade si possono ancora scorgere giovani e anziani dai capelli biondi e occhi azzurri; alcune famiglie conservano cognomi tedeschi come Kück e Fischer; e in una manciata di nuclei familiari si parla ancora tedesco tra le mura domestiche. Si tratta di tracce visibili, ma sempre più sbiadite

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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