Giulia Dragoni è ufficialmente una calciatrice del Chelsea. E fin qui, nulla di particolarmente complesso. Il punto di vista, però, cambia quando si sottolinea un aspetto: òa centrocampista classe 2006, di proprietà del Barcellona, ha firmato un contratto quadriennale con le Blues dopo un trasferimento da oltre 500 mila euro, cifra che la rende l’italiana più costosa di sempre nella storia del calcio femminile. Il precedente record apparteneva a Sofia Cantore, ceduta dalla Juventus al Washington Spirit per circa 300 mila euro nel 2025.
Il trasferimento rappresenta molto più di una semplice operazione di mercato: dietro quella firma c’è un mondo che cambia e si trasforma, una rivoluzione culturale e sociale che sta ridefinendo il calcio femminile italiano. A 19 anni, Dragoni è già un modello di riferimento per migliaia di bambine che vanno al parco con il pallone sottobraccio e hanno il suo poster attaccato in cameretta.
Che il futuro della giovane centrocampista non sarebbe stato al Barcellona era emerso già a fine luglio, quando il tecnico catalano Pere Romeu aveva dichiarato a Mundo Deportivo: “È una centrocampista che ha la sua identità, ma ha un ruolo molto simile a quello di molte giocatrici che abbiamo già in rosa“. Pochi giorni dopo, Dragoni aveva salutato sui social anche la Roma, dove aveva trascorso le ultime due stagioni in prestito: “Onorare la maglia di una squadra così è stato un privilegio enorme“.
Il Chelsea punta a riconquistare la Women’s Super League dopo l’inatteso exploit del Manchester City e soprattutto a conquistare la sua prima Champions League. Proprio quella Champions League che l’azzurra cresciuta tra Pro Sesto e Inter, poi passata alla Masia blaugrana, ha vinto con il Barcellona nel 2024, seppur inevitabilmente da comprimaria in una squadra strapiena di stelle.
Da allora le cose sono cambiate: Dragoni non è più una promessa appena uscita dal vivaio, ma una diciannovenne che ha già aggiunto al suo palmares uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, è stata nominata migliore centrocampista dell’ultima Serie A e ha accumulato ulteriore esperienza internazionale sia con l’Italia che in Champions. Non è da escludere che il Chelsea abbia messo gli occhi sulla classe 2006 in occasione del tennistico 6-0 inflitto il 10 dicembre alla Roma a Stamford Bridge: il talento vero sa impressionare anche nei frangenti apparentemente meno propizi.
Giulia non partirà in cima alle gerarchie di Sonia Bompastor, dovendo confrontarsi con compagne di reparto del calibro di Kiera Walsh, Sjoeke Nüsken, Erin Cuthbert, Wieke Kaptein e Manaka Matsukubo. Allo stesso tempo, il mezzo milione di euro investito testimonia quanto il club punti su di lei a medio-lungo termine, complice la sua versatilità tattica: mai un’italiana era stata oggetto di simili valutazioni da un top club europeo.
Come evidente, a trarne vantaggio sarà anche la Nazionale, che di Dragoni aveva dovuto fare a meno agli Europei dell’anno scorso a causa di un infortunio: “Da piccola, nemmeno nei miei sogni più grandi avrei mai immaginato di firmare per il Chelsea. È incredibile. Sono davvero emozionata“, ha dichiarato Dragoni dopo la cessione.
