Erling Haaland ha affidato a Instagram il suo addio a Re Harald V, morto questa mattina a 89 anni al Rikshospitalet di Oslo. Un messaggio breve, ma reso ancora più significativo da un dettaglio: il fuoriclasse norvegese aveva incontrato personalmente il sovrano soltanto poche settimane fa, insieme alla Nazionale, al termine dello storico Mondiale disputato negli Stati Uniti. Nella foto ufficiale, il centravanti stringe la mano al re: appena poche settimane dopo, è arrivato il suo ultimo saluto.
“Riposa in pace, Re Harald. Grazie per tutto ciò che hai significato per la Norvegia. È stato un onore incontrarti“. Poche parole, che appunto arrivano dopo un incontro personale con Harald avvenuto appena poche settimane fa. Il 13 luglio, al ritorno della Norvegia dal Mondiale, il centravanti era infatti tra i giocatori ricevuti dal sovrano al Palazzo Reale.
La Norvegia era appena rientrata dal Mondiale 2026 dopo aver raggiunto per la prima volta nella propria storia i quarti di finale. La sconfitta per 2-1 contro l’Inghilterra ai supplementari aveva interrotto il cammino della squadra, ma non aveva cancellato una delle campagne più importanti mai vissute dal calcio norvegese.
Harald volle ricevere personalmente la Nazionale al Palazzo Reale. Martin Ødegaard guidò i giocatori nell’incontro con il sovrano, alla presenza anche del principe ereditario Haakon, della principessa Ingrid Alexandra e del principe Sverre Magnus. La stessa Casa Reale documentò l’incontro, sottolineando il significato della ricezione organizzata per celebrare il risultato ottenuto dalla squadra.
Haaland, protagonista assoluto del Mondiale con sette gol in cinque partite, compresi quelli che hanno eliminato il Brasile, era quindi lì. E proprio quella visita è diventata, senza che nessuno potesse immaginarlo, il suo ultimo incontro con Harald. Il centravanti e Sander Berge, però, non presero parte alla parte più spettacolare dei festeggiamenti: a causa del ritardo del volo di ritorno dagli Stati Uniti dovettero lasciare il Palazzo prima della celebrazione davanti alle decine di migliaia di persone radunate a Oslo.
Fu una giornata enorme per la Norvegia. Le stime parlarono di oltre 100.000 persone accorse nella capitale per accogliere i giocatori dopo la loro migliore partecipazione di sempre a un Mondiale. Il contrasto rende ancora più particolare il ricordo di Haaland: mentre il Paese festeggiava la propria Nazionale, il numero 9 era già diretto verso il successivo impegno personale, ma aveva comunque avuto il tempo di salutare il sovrano.
Harald, del resto, aveva un rapporto speciale con lo sport norvegese. Grande appassionato e praticante di vela, partecipò anche a tre edizioni dei Giochi olimpici e nel corso del suo regno mantenne un rapporto molto stretto con gli atleti del Paese. Il governo norvegese, nel ricordarlo oggi, ha sottolineato proprio la sua capacità di gioire dei successi degli sportivi e di condividere i momenti importanti della vita nazionale.
