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    Home»Storie»Hamilton ha ritrovato la sua F40 dei sogni: incredibile dove l’ha scovata
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    Hamilton ha ritrovato la sua F40 dei sogni: incredibile dove l’ha scovata

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti1 Settembre 2026 20:00Nessun commento2 Mins Read
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    La storica F40 di Maranello
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    Lewis Hamilton si è tolto uno sfizio che coltivava fin da bambino: possedere una Ferrari F40. Il pilota britannico, sette volte campione del mondo, ha condiviso sui propri canali social le immagini di un’auto entrata a far parte della sua vita in modo tutt’altro che convenzionale, raccontando un vero e proprio progetto di restauro portato a termine negli stabilimenti Ferrari di Maranello.

    L’esemplare acquistato da Hamilton era rimasto fermo per oltre trent’anni in un garage, coperto di polvere e apparentemente dimenticato. Dalla targa, l’auto risulterebbe già immatricolata in Italia, il che lascerebbe pensare che il precedente proprietario l’avesse semplicemente lasciata lì, senza più utilizzarla, per motivi che restano sconosciuti. Una volta individuata, Hamilton ha deciso di riportarla direttamente a Maranello, affidandola al reparto Ferrari Classiche, dove i tecnici hanno lavorato per settimane per riportarla a condizioni praticamente originali, con un intervento che ha coinvolto anche la meccanica, motore compreso.

    Il pilota ha raccontato il significato personale di questo traguardo attraverso un post sui social, spiegando come il sogno di possedere una F40 lo accompagni fin dall’infanzia e come, fin dal suo primo giorno da pilota Ferrari, avesse voluto avere accanto proprio quel modello durante il servizio fotografico di presentazione. Hamilton ha inoltre sottolineato il valore artigianale e la rarità di queste vetture, spiegando quanto sia stato speciale ritrovarne una in quelle condizioni e poterla riportare in vita.

    Non è la prima volta che il nome del pilota viene accostato a questo modello: nei mesi scorsi era già stato immortalato al volante di una F40 per le strade del Giappone, in occasione del weekend del Gran Premio. Il legame con questa vettura, dunque, non nasce oggi, ma trova ora un compimento personale attraverso l’acquisto e il restauro di un esemplare che potrà chiamare proprio.

    Il dettaglio che rende ancora più particolare la vicenda è la scelta di Hamilton di privarsi, nell’ultimo anno, dell’intera collezione di auto che possedeva, con l’unica eccezione dichiarata pubblicamente proprio per una Ferrari F40. Una promessa che il pilota britannico ha ora mantenuto.

    La F40, lanciata nel 1987 per celebrare il quarantesimo anniversario del marchio, resta una delle vetture più iconiche mai prodotte a Maranello: fu l’ultimo modello stradale approvato personalmente da Enzo Ferrari prima della sua scomparsa, e ne furono realizzati poco più di 1.300 esemplari, oggi ricercatissimi dai collezionisti di tutto il mondo.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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