Prima di lasciare definitivamente Los Angeles dopo due partite disputate al SoFi Stadium, la nazionale iraniana ha voluto sottolineare la propria presenza ai Mondiali FIFA 2026 in un modo commovente e diventato subito virale. Nello spogliatoio utilizzato durante le sfide contro Nuova Zelanda e Belgio, Taremi e compagni hanno scritto a mano un messaggio in inglese sulla lavagna tattica, una sorta di lettera aperta alla città, ai tifosi e soprattutto alla comunità iraniana che ha accompagnato la squadra in questa avventura californiana.
“Dall’antica Persia di migliaia di anni fa all’Iran civile di oggi, lo spirito dell’Iran rimane vivo e saldo. Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità. Grazie, Los Angeles, per la tua ospitalità. E grazie a ogni iraniano che ha dato il proprio cuore, la propria voce e la propria anima per l’Iran durante questi 180 minuti. Che la pace, il rispetto e l’amicizia prevalgano tra tutte le nazioni“.
Questo è un momento particolarmente delicato per la nazionale asiatica che, a causa della guerra in corso contro USA e Israele, ha lottato strenuamente per essere ai Mondiali. Nelle parole del messaggio emergono l’orgoglio nazionale e la riconoscenza verso i tifosi iraniani, arrivati da ogni parte degli Stati Uniti per sostenere la squadra e divisi in inconciliabili fazioni tra sostenitori e oppositori del regime degli ayatollah.
Al centro del messaggio compaiono anche due hashtag che hanno accompagnato la spedizione iraniana per tutta la competizione: #168 e #Minab. Minab è una città dell’Iran meridionale, nella provincia di Hormozgan, mentre il numero 168 richiama le vittime di quello che secondo le autorità iraniane sarebbe stato un tragico attacco americano che avrebbe colpito una scuola femminile nella stessa città nel febbraio scorso.
La nazionale iraniana è stata costretta a organizzare il proprio ritiro a Tijuana, in Messico, e non negli Stati Uniti, giocando però le prime due partite del girone al SoFi Stadium di Los Angeles. Pur nelle difficoltà organizzative, però, il pubblico di casa è stato sempre calorosissimo con la squadra di Teheran.
Ora, dopo i pareggi contro Nuova Zelanda e Belgio, la squadra ha lasciato la California per affrontare l’ultima decisiva sfida del girone contro l’Egitto a Seattle, una partita che potrebbe valere una storica qualificazione alla fase a eliminazione diretta del Mondiale.
