Un trionfo continentale macchiato da commenti gratuiti sul suo corpo. È quello che è successo a Manila Esposito, ginnasta classe 2006, dopo le tre medaglie conquistate agli Europei di Zagabria: oro nel corpo libero, argento alla trave e un altro argento nella gara a squadre. Un bottino straordinario per un’atleta che si sta imponendo come una delle punte di diamante della ginnastica azzurra, ma che non è bastato a mettere l’azzurra al riparo dal body shaming.
Sotto i post che celebravano le sue vittorie, infatti, sono comparsi numerosi commenti offensivi sul suo aspetto fisico, con tanto di accuse infondate di essere sovrappeso. Una situazione tanto grave da essere denunciata pubblicamente anche dal presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, Andrea Facci, che ha voluto prendere posizione contro gli attacchi ricevuti dalla giovane atleta delle Fiamme Oro.
Dal canto suo la ginnasta non si è lasciata scalfire. Prima del rientro in Italia, ha scelto di rispondere con lucidità e misura, senza cedere alla tentazione di un botta e risposta sui social.
Manila ha raccontato ai microfoni dell’Ansa di aver lasciato correre gli episodi spiacevoli, senza dare a chi l’ha insultata la soddisfazione di una replica a parole, preferendo rispondere sul campo, reazione che ritiene la migliore possibile. Un concetto ribadito con forza: è proprio il suo fisico, ha spiegato, a permetterle di ottenere certi risultati sportivi.
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L’azzurra, però, non si è limitata a difendersi: ha voluto anche lanciare un messaggio più ampio, rivolto a chi si nasconde dietro un profilo anonimo per colpire le persone sul piano personale. Ha ricordato come ognuno abbia un fisico diverso e come sia sbagliato pretendere che tutti si adeguino a un unico modello estetico, sottolineando quanto sia inaccettabile che qualcuno si senta legittimato a offendere restando nell’anonimato. Una riflessione che va oltre lo sport e tocca un tema sempre più diffuso sui social, quello degli attacchi contro l’aspetto fisico degli atleti, in particolare delle atlete.
Durante la trasferta di Zagabria, ha raccontato ancora la ginnasta, non ha voluto pensare a quei messaggi, concentrandosi esclusivamente sulla gara. E i risultati ottenuti, un oro e due argenti in pochi giorni, le hanno permesso di lasciarsi tutto alle spalle, trasformando la rabbia in motivazione.
