Mentre l’Europa del calcio si prepara al sorteggio di Champions League 2026/27, in programma a Montecarlo, c’è un dettaglio del regolamento UEFA che rischia di passare inosservato ai più ma che avrà un peso concreto sugli accoppiamenti delle italiane. Si tratta del paragrafo 16.03 del regolamento della competizione, una norma pensata per garantire varietà agli incroci del maxi-girone e che questa volta va a toccare da vicino sia l’Inter che la Juventus.
La regola è semplice nella sostanza ma decisiva negli effetti: una stessa sfida, con lo stesso ordine casa-trasferta, non può essere riproposta per tre stagioni consecutive. In pratica, se due squadre si sono già affrontate nella fase campionato con la stessa squadra ospitante in due edizioni di fila, quell’abbinamento identico non può essere sorteggiato una terza volta consecutiva.
Su 144 partite disputate nelle prime due stagioni della nuova Champions League all’inglese, solamente tre incontri hanno rispettato questa particolare condizione, ricadendo dunque nel divieto per la prossima edizione: Liverpool-Real Madrid ad Anfield, Inter-Arsenal a San Siro e Juventus-Benfica a Torino. Tre sfide che i tifosi non potranno rivedere con la stessa cornice, almeno non nella fase a gironi.

Per l’Inter la notizia è già una certezza in vista dell’urna di Montecarlo: se i nerazzurri dovessero incrociare nuovamente l’Arsenal, questa volta la partita si giocherebbe obbligatoriamente a Londra, all’Emirates Stadium, e non più a Milano. Discorso identico per la Juventus, che in caso di nuovo sorteggio contro il Benfica sarebbe costretta a giocare l’incontro a Lisbona, e non più tra le mura amiche dello Stadium.
Una precisazione importante riguarda, però, l’ambito di applicazione della norma: il divieto vale esclusivamente per la fase campionato. Dagli spareggi in avanti, e in tutta la fase a eliminazione diretta della competizione, qualsiasi incrocio torna a essere pienamente possibile, comprese le stesse combinazioni casa-trasferta già viste nelle stagioni precedenti. Inter-Arsenal e Juventus-Benfica, insomma, potrebbero comunque tornare a giocarsi a Milano o a Torino, ma solo in un eventuale turno a eliminazione diretta.
La regola nasce da un’esigenza precisa della UEFA: evitare che il nuovo formato a girone unico, già di per sé molto più ampio rispetto al vecchio sistema a gruppi, finisca per perdere fascino riproponendo troppo spesso le stesse sfide, negli stessi stadi, con la stessa squadra padrona di casa. Una misura di equilibrio che punta a mantenere alta la curiosità attorno agli accoppiamenti, in un torneo che ormai coinvolge 36 squadre e otto partite di fase campionato per ciascun club.
