La Roma ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo di Rodrigo Mora, giovane trequartista portoghese destinato a rinforzare la rosa a disposizione di José Mourinho. Ma al di là dell’operazione di mercato in sé, a far discutere è un dettaglio apparentemente marginale che si è però trasformato in una piccola curiosità storica per il club giallorosso: la scelta del numero di maglia.
Mora ha infatti optato per la casacca numero 86, un numero che lo ha sempre accompagnato nel corso della sua carriera fin dai tempi della Youth League, dove pure aveva vestito il 10 in alcune occasioni. Secondo alcune indiscrezioni, il portoghese avrebbe potuto scegliere quel numero prestigioso anche in un eventuale passaggio al Porto, ma ha sempre preferito restare fedele all’86, decisione confermata anche nel suo approdo nella Capitale. La Roma, dal canto suo, non ha posto alcun ostacolo alla richiesta, nonostante il club avesse a disposizione diversi numeri liberi tra cui scegliere.
Proprio qui si nasconde il retroscena più curioso della vicenda. Stando a quanto risulta da diversi siti specializzati nel monitoraggio delle numerazioni delle maglie da calcio, con l’assegnazione dell’86 a Mora la Roma avrebbe completato l’intera numerazione dall’1 al 99, un traguardo mai raggiunto dal 1995, anno da cui ogni numero di maglia corrisponde per l’intera stagione a un solo calciatore della rosa. Un dato che, se confermato, renderebbe la scelta del giovane portoghese una sorta di piccolo evento storico per il club giallorosso, al netto di eventuali numeri sfuggiti al monitoraggio dei portali specializzati.

C’è però un’eccezione che resiste da anni e che continua a rappresentare un caso a parte nella storia recente del club: la maglia numero 10. Da ormai nove stagioni, infatti, nessun calciatore della Roma la indossa, un vuoto lasciato dall’addio al calcio giocato di Francesco Totti, storico capitano e simbolo assoluto del romanismo. Un tabù che i Friedkin, proprietari sempre molto attenti alla storia e all’identità del club, non sembrano intenzionati a rompere facilmente.
Resta però una coincidenza difficile da ignorare: la prossima stagione coinciderà non solo con il centenario del club, ma anche con i dieci anni dall’addio al calcio di Totti. Un’occasione, forse, per riaprire la discussione attorno a quel numero mai più assegnato, anche se al momento nessuno all’interno del club sembra averne parlato apertamente.
Intanto, mentre la questione numero 10 resta sospesa, la Roma può guardare con soddisfazione al proprio mercato: oltre a Mora, arrivato con l’86, anche Paulo Dybala ha confermato la sua storica maglia numero 21, senza generare alcuna discussione. Un dettaglio che, sommato al caso Mora, racconta un aspetto tutt’altro che secondario dell’identità di una squadra: quello legato ai numeri che, stagione dopo stagione, si trasformano in simboli.
