Il 4 settembre 2025 Giorgio Armani se ne è andato a 91 anni, lasciando un vuoto enorme non soltanto nel mondo della moda, ma anche nello sport italiano. Per l’Olimpia Milano, il suo club, la perdita sembrava poter aprire una fase delicatissima. E invece, proprio nella prima stagione senza il suo patron, le Scarpette Rosse hanno scritto una delle pagine più importanti della loro storia.
L’Olimpia ha infatti completato per la prima volta il Grande Slam dei trofei italiani. Supercoppa, Coppa Italia e scudetto: tutto è finito nelle mani di Milano, che a giugno ha conquistato il titolo numero 32 battendo 3-1 la Reyer Venezia. Un percorso che ha certificato la continuità di un progetto costruito da Armani in oltre vent’anni.
L’imprenditore era entrato nel mondo Olimpia nel 2004, inizialmente come sponsor, prima di rilevare la proprietà nel 2008. Da allora ha investito oltre 250 milioni di euro, riportando il club ai vertici del basket italiano e stabilizzandolo nell’élite europea. Sotto la sua gestione sono arrivati 18 trofei, compreso il successo dello scorso campionato.
La forza dell’eredità di Armani si misura anche nella capacità del club di attraversare un anno di profondi cambiamenti. Dopo la sua scomparsa, Ettore Messina ha lasciato sia la panchina sia, successivamente, il ruolo di presidente operativo. L’organizzazione ha però retto, affidando maggiori responsabilità al general manager Christos Stavropoulos e al direttore sportivo Daniele Baiesi, con Peppe Poeta alla guida tecnica.
E ora c’è un altro passaggio simbolico. Per la prima volta il nome del fondatore non è soltanto accanto a quello dell’Olimpia attraverso uno dei marchi del gruppo: la squadra si chiama Armani Olimpia Milano. Il cognome che per oltre vent’anni ha accompagnato la rinascita del club è diventato parte ancora più evidente della sua identità.
Il prossimo obiettivo, però, è quello che a Milano manca da troppo tempo: l’Eurolega. L’Olimpia non torna alla Final Four dalla semifinale raggiunta nel 2021 a Colonia e proprio la competizione europea rappresenta il vero banco di prova del nuovo corso.
La stagione è inoltre particolarmente significativa per il basket continentale. Sarà l’ultima Eurolega con il formato a 20 squadre, prima dell’allargamento previsto dal 2027-28 e dei possibili nuovi equilibri legati all’ingresso della NBA nel mercato europeo.
Milano ha scelto di restare dentro il progetto Euroleague, di cui è membro fondatore, mentre sullo sfondo si muovono anche nuovi investitori come Oaktree, interessato a una quota di minoranza.
Armani non può più sedersi a bordo campo. Ma la sua Olimpia ha trovato il modo migliore per continuare a raccontare la sua storia: vincere tutto in Italia e provare a tornare là dove lui l’aveva riportata, tra le grandi d’Europa.
