Sono tante le nazionali in gara al Mondiale 2026. Per la prima volta nella storia della competizione partecipano 48 selezioni e la fase a eliminazione diretta coinvolgerà ben 32 squadre. I sedicesimi di finale scatteranno il 28 giugno e inaugureranno una lunga serie di sfide da dentro o fuori che porteranno fino alla finale. Tuttavia, con l’aggiunta di formazioni, cambia anche il modo di calcolare i criteri per il passaggio del turno. La nuova formula con 12 gironi da quattro squadre ciascuno, infatti, prevede la qualificazione ai sedicesimi per le prime due classificate di ogni raggruppamento, per un totale di 24 nazionali. A queste si aggiungeranno le otto migliori terze, completando così il tabellone da 32 squadre.
Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio i criteri utilizzati per stabilire le classifiche in caso di arrivo a pari punti. Nei gruppi, infatti, può accadere che due o più squadre chiudano con lo stesso bottino e in questi casi entra in gioco una serie di parametri stabiliti dal regolamento FIFA.

Il primo elemento preso in considerazione sono i risultati ottenuti negli scontri diretti tra le squadre coinvolte nella parità. Vengono quindi confrontati i punti conquistati nelle partite disputate tra le formazioni interessate. Se il pareggio persiste, si passa alla differenza reti maturata negli stessi confronti diretti e successivamente al numero di gol segnati.
Qualora nemmeno questi criteri fossero sufficienti a separare le squadre, gli stessi parametri verrebbero nuovamente applicati alle nazionali ancora in situazione di equilibrio. Solo dopo questa ulteriore verifica si passerebbe ai dati complessivi del girone.
A quel punto verrebbero valutate la differenza reti generale e il numero totale di gol realizzati durante tutta la fase a gruppi. Se la situazione restasse ancora invariata, il regolamento prevede il ricorso alla classifica disciplinare, che tiene conto di ammonizioni ed espulsioni ricevute nel torneo. L’ultimo criterio disponibile è il ranking FIFA.

Un discorso parzialmente diverso riguarda invece la graduatoria delle migliori terze classificate. Poiché queste squadre provengono da gironi differenti e non hanno disputato confronti diretti tra loro, la valutazione avviene esclusivamente attraverso i risultati ottenuti nei rispettivi gruppi.
Per stilare la classifica delle migliori terze si considerano innanzitutto i punti conquistati. In caso di parità si guarda alla differenza reti, poi al numero di gol segnati. Se necessario intervengono anche la classifica disciplinare e, come ultima soluzione possibile, il ranking FIFA.
Molti tifosi si chiedono anche quanti punti siano necessari per qualificarsi. Le simulazioni statistiche elaborate sulla base di tornei con formule simili indicano che quota cinque punti dovrebbe garantire praticamente sempre l’accesso alla fase a eliminazione diretta. Anche quattro punti offrono probabilità molto elevate di qualificazione, pur senza fornire una certezza assoluta.

La situazione diventa più incerta con tre punti, che storicamente consentono il passaggio del turno in una percentuale significativa ma non maggioritaria dei casi. Con due punti, invece, le possibilità si riducono drasticamente e la qualificazione resta un’eventualità rara.
L’allargamento del Mondiale rende quindi più accessibile l’ingresso alla fase finale, ma aumenta anche il peso dei dettagli. Differenza reti, gol segnati e comportamento disciplinare potrebbero rivelarsi decisivi per determinare chi continuerà il cammino verso il titolo e chi, invece, dovrà fermarsi al termine dei gironi.
