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    Home»Calcio»Pay tv, ecco quanto spenderanno i tifosi per la nuova Serie A: la classifica dei costi in Europa fa paura
    Calcio

    Pay tv, ecco quanto spenderanno i tifosi per la nuova Serie A: la classifica dei costi in Europa fa paura

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti20 Agosto 2026 17:00Nessun commento3 Mins Read
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    Il logo di DAZN
    Il logo di DAZN - Unsplash
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    Mancano ormai pochi giorni al fischio d’inizio del campionato di Serie A 2026/27, in programma sabato con Inter-Monza e Udinese-Como, e per molti tifosi italiani è già tempo di rinnovare o sottoscrivere l’abbonamento pay tv per seguire da casa la propria squadra del cuore. Ma quanto costerà davvero, quest’anno, tifare dal divano? A rispondere alla domanda è un’analisi condotta da Facile.it sui prezzi delle offerte pay tv per la nuova stagione sportiva, che ha messo a confronto le tariffe italiane con quelle applicate nei principali campionati europei.

    Secondo lo studio, i tifosi italiani dovranno mettere a budget almeno 669 euro per seguire in televisione Serie A e Champions League, cifra che sale fino a 984 euro per chi sceglie la formula mensile invece di quella annuale. Un dato che, rispetto alla stagione precedente, racconta un andamento contrastante: le tariffe mensili sono infatti aumentate del 9,5%, mentre le formule annuali sono diventate più convenienti, registrando un calo del 6%.

    Il costo complessivo varia sensibilmente a seconda delle competizioni seguite dalla propria squadra e, di conseguenza, delle piattaforme necessarie per l’abbonamento. Chi si limita al solo campionato di Serie A può cavarsela con 564 euro nella formula mensile, o con 379 euro scegliendo quella annuale. La spesa cresce per i tifosi di squadre impegnate anche nelle coppe europee: seguire Milan e Juventus, protagoniste in Europa League, o l’Atalanta, che gareggerà in Conference League, richiede fino a 924 euro con l’abbonamento mensile, cifra che scende a 619 euro optando per quello annuale. Il conto più alto spetta invece ai sostenitori di Inter, Napoli, Roma e Como, tutte impegnate in Champions League: per loro la spesa può arrivare fino a 984 euro mensili, o attestarsi sui 669 euro con la formula annuale.

    Lukaku esulta al suo gol
    Lukaku esulta al suo gol Screenshot YouTube DAZN

    Nonostante le cifre elevate, l’Italia risulta comunque tra i Paesi più convenienti d’Europa per seguire il calcio in tv. Il confronto con Francia, Germania, Spagna e Inghilterra evidenzia, infatti, situazioni ben più onerose per molti tifosi del continente. I più penalizzati sono quelli spagnoli, che per seguire LaLiga e le coppe europee con un abbonamento annuale dovranno spendere quasi 1.400 euro: l’unico vantaggio, in questo caso, è la possibilità di affidarsi a un’unica piattaforma, mentre in Italia sono spesso necessari più abbonamenti contemporaneamente.

    Spendono più degli italiani anche i tifosi inglesi, che per seguire Premier League e coppe europee devono mettere in conto poco più di 900 euro annui, e quelli tedeschi, fermi a quota 864 euro tra campionato e coppe. Decisamente più fortunati, invece, i tifosi francesi: seguire da casa la Ligue 1 e le competizioni europee costa appena 600 euro l’anno, la cifra più bassa tra tutti i principali campionati analizzati.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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