Con l’inizio degli esami di Maturità, molti studenti stanno trascorrendo ore sui libri nel tentativo di arrivare preparati all’appuntamento più importante dell’anno scolastico. In questi giorni, però, una domanda continua a riemergere: fare sport aiuta o ostacola il rendimento nello studio? Per molto tempo l’attività fisica è stata considerata una distrazione, qualcosa che sottrae tempo alla preparazione scolastica e universitaria. Le evidenze scientifiche più recenti raccontano invece una realtà diversa.
L’idea che lo sport sia un ostacolo allo studio nasce da una visione ancora molto diffusa, secondo cui ogni ora trascorsa in palestra, in piscina o sul campo sarebbe tempo sottratto ai libri. In realtà, sempre più ricerche mostrano che l’esercizio fisico non rappresenta un’alternativa allo studio, ma può diventare un elemento utile per migliorare il benessere generale e affrontare con maggiore efficacia gli impegni scolastici.
A spiegarlo in un’intervista a Gazzetta Active è stata Anna Lucia Ogliari, Delegata del Rettore per il Counseling Psicologico e lo Sport dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Secondo la docente, il problema deriva soprattutto dalla tendenza a considerare lo sport esclusivamente come attività agonistica, trascurandone il ruolo nella costruzione del benessere psicofisico. Anche le più recenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano infatti l’importanza di integrare il movimento nella quotidianità di bambini e adolescenti.

Negli ultimi anni numerosi studi hanno analizzato il rapporto tra attività fisica e rendimento scolastico. I risultati convergono su un punto: gli studenti fisicamente attivi si concentrano di più e hanno livelli di stress più bassi rispetto ai coetanei sedentari. L’esercizio fisico è inoltre associato a una maggiore capacità di pianificare le attività, organizzare il tempo e perseguire obiettivi nel lungo periodo, ovvero incrementa le cosiddette funzioni esecutive, fondamentali durante il percorso scolastico e diventano ancora più importanti nei momenti di forte pressione, come la preparazione di un esame o il passaggio tra diversi cicli di studio, in particolare, quello all’università.
L’attività fisica viene inoltre associata a una maggiore resilienza psicologica, cioè alla capacità di affrontare difficoltà e imprevisti senza perdere motivazione. Alcuni studi hanno osservato anche un legame tra pratica sportiva, coinvolgimento accademico e minore rischio di abbandono degli studi.
In sintesi, sport e studio non sono rivali, semmai sono complementari, l’uno rafforza l’altro. L’attività fisica può diventare uno strumento utile per migliorare concentrazione, organizzazione e benessere mentale. Soprattutto in giorni così importanti come quelli che i nostri studenti stanno vivendo. In vista di un esame finale che ricorderanno per tutta la vita.
