Il ritorno dei playoff Champions tra Lione e Fenerbahce è stato una vera battaglia. Il match, terminato 1-2 con la qualificazione dei turchi alla fase a gironi, ha lasciato dietro di sé polemiche arbitrali, provocazioni e una violenta rissa che dal campo si è estesa fino agli spogliatoi. Al centro delle tensioni Matteo Guendouzi, centrocampista francese del Fenerbahce ed ex idolo del Marsiglia, che ha deliberatamente provocato i tifosi e i giocatori del Lione scatenando il caos.
La tensione era palpabile già dal riscaldamento. Guendouzi, fischiato incessantemente dai 60.000 spettatori del Groupama Stadium, non ha mai nascosto la sua fede calcistica per l’Olympique Marsiglia, storico rivale del Lione. Durante tutta la partita, il ventisettenne si è rivolto più volte al settore dei tifosi dell’OL mostrando il dito medio.
Al triplice fischio, con la qualificazione del Fenerbahce in tasca, Guendouzi ha deciso di trasformare la festa in una provocazione. Davanti ai tifosi francesi ha gridato “Allez l’OM“, ovvero “Forza Marsiglia“, e ha imitato il celebre gesto del rapper Jul. La reazione non si è fatta attendere: i giocatori del Lione hanno cercato di raggiungerlo, mentre i compagni di squadra turchi tentavano di proteggerlo.
Gli animi si sono surriscaldati rapidamente in campo. Antonio Ferreira, allenatore dei portieri del Lione, ha cercato di fermare Guendouzi mentre questo lasciava il terreno di gioco, venendo subito circondato dai giocatori del Fenerbahce. Ma i momenti più drammatici dovevano ancora arrivare.
Nel tunnel che conduce agli spogliatoi si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo. I video diventati virali sui social mostrano oltre venti persone tra giocatori e membri degli staff tecnici coinvolte in un parapiglia con pugni, manate e rincorse negli spazi angusti del corridoio. Tra i più agitati, oltre a Guendouzi, figurava anche l’ex Juventus Openda, inquadrato mentre controllava una ferita al volto appena provocata durante gli scontri.
Interrogato nella zona mista, Guendouzi ha difeso il suo comportamento con una giustificazione che ha diviso l’opinione pubblica: “Sapete, quando 60.000 persone insultano la tua famiglia, tua madre, i tuoi figli, persino prima della partita, e nessuno nell’area arbitrale dice allo stadio di fare silenzio… Per 90 minuti, anche di più con il riscaldamento, hanno insultato la mia famiglia. È una cosa che ti segna“.
Il centrocampista ha poi rivendicato il diritto di festeggiare come preferisce: “Se si vuole provocare, la cosa vale per entrambi. Hanno insultato mia madre e la mia famiglia, cosa che ho trovato irrispettosa. Ma se non possiamo più nemmeno festeggiare come vogliamo, penso che sia un peccato. Tutti sanno che tifo per l’OM, non l’ho mai nascosto. È solo una provocazione. Non c’è niente di malevolo nel segno di Jul. Ho visto partite in cui i tifosi del Lione festeggiavano davanti alle tribune del Vélodrome. Deve funzionare in entrambi i sensi“.
L’ex centrocampista del Marsiglia, dove ha militato dal 2021 al 2023, rischia ora una squalifica lunghissima. Anche altri protagonisti della rissa negli spogliatoi potrebbero subire sanzioni da parte della Uefa, che dovrà valutare i filmati degli episodi più gravi.
