La Roma ha cominciato la stagione di Serie A con il piede sull’acceleratore: due vittorie per 4-0 contro Fiorentina e Lecce, otto gol segnati e nessuno subito. Un avvio che ha riacceso immediatamente l’entusiasmo nella Capitale e fatto riaffiorare una parola che a Roma non si pronuncia mai a cuor leggero: scudetto.
Gian Piero Gasperini, però, prova a mantenere la calma. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico non boccia i sogni di Cristante e Pellegrini, anzi: “I sogni non si soffocano mai». Ma aggiunge che «quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa“. La Roma, insomma, può sognare, ma prima dovrà dimostrare di essere davvero pronta a stare lassù.
Il primo esame arriva subito ed è speciale: domani all’Olimpico c’è l’Atalanta, anch’essa a punteggio pieno in testa alla classifica, la squadra che Gasperini ha allenato per otto stagioni e che ora è allenata dall’ex tecnico della Lazio, Maurizio Sarri (un derby nel derby, insomma). Un legame forte, ormai diventato passato. “L’innamorato che rivede la ex“, scherza il tecnico, convinto però che sia arrivato il momento di batterla: “Sarebbe ora“.
A spingere la Roma c’è soprattutto un gruppo che Gasperini considera la sua vera forza. Il tecnico ha raccontato come alcuni giocatori abbiano accettato anche di ridursi lo stipendio pur di restare: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante e Pellegrini tra gli altri. “Questo spirito è la nostra forza. Non succede ovunque“, ha sottolineato.
Poi ci sono i gol di Donyell Malen, già cinque nelle prime due giornate. Gasperini ne esalta la capacità di costruire l’azione in pochissimi tocchi e non si sorprenderebbe se l’olandese arrivasse a insidiare il record di 36 gol di Higuain. Ma avverte: “Deve mantenere la fame“.
Parole importanti anche per Dybala, che il tecnico non vuole preservare a tutti i costi: se la Joya vuole giocare, anche sul 4-0, resterà in campo. Anche se è indubbio per la gara. Sul mercato, invece, il tecnico ha chiarito di non aver bloccato la cessione di Manu Koné e ha raccontato un’estate complicata dai vincoli economici. Nonostante questo, la Roma è riuscita a costruire entusiasmo e profondità. Ora arrivano le partite che diranno quanto vale davvero questa squadra.
