l Gran Premio d’Italia 2026 porta con sé un significato speciale per la Ferrari. All’Autodromo Nazionale di Monza si celebrano infatti i 30 anni dall’arrivo di Michael Schumacher a Maranello, e il weekend di casa del Cavallino si trasforma in un vero e proprio viaggio nella memoria, tra macchine storiche, aggiornamenti tecnici cruciali e i ricordi di chi ha vissuto quell’epoca da vicino.
Il momento più atteso dai tifosi sarà probabilmente il ritorno in pista della storica F2002, la vettura che nella stagione 2002 dominò quasi tutte le gare del campionato. A guidarla, sia sabato che domenica, saranno due protagonisti diretti di quella storia: Sebastian Vettel, che ha sempre indicato Schumacher come il proprio punto di riferimento e che con lui condivise anche un rapporto personale ai tempi del ritorno in Mercedes, e Rubens Barrichello, storico compagno di squadra del tedesco proprio nel 2002, anno in cui vinse il Gran Premio d’Italia davanti allo stesso Schumacher. La vettura scenderà in pista utilizzando un carburante sostenibile sviluppato appositamente da Shell, la stessa tecnologia impiegata nella stagione 2026, in un ideale ponte tra passato e presente.

A rendere ancora più intenso il weekend contribuiscono i racconti di chi ha lavorato fianco a fianco con Schumacher negli anni d’oro della Ferrari. Diversi membri storici dello staff della Scuderia, presenti a Monza per l’occasione, hanno ricordato l’attenzione quasi ossessiva che il pilota tedesco riservava a ogni singolo membro del team, capace di ricordare dettagli personali di ognuno e di seguire da vicino anche aspetti che andavano ben oltre la semplice guida in pista. Un modo di lavorare che, secondo molti addetti ai lavori, ha contribuito a trasformare la mentalità stessa della squadra, lasciando un’eredità culturale ancora oggi percepibile nel paddock di Maranello.
Il team principal Fred Vasseur ha voluto sottolineare quanto il weekend di casa rappresenti sempre un momento particolare per tutto il gruppo, capace di generare un’energia diversa rispetto alle altre tappe del calendario. Quest’anno, ha aggiunto, questa energia sarà ulteriormente amplificata dalla componente emotiva legata al ricordo di Schumacher e a tutto ciò che ha rappresentato per la storia della Ferrari.
Tra emozione, storia e sviluppo tecnico, il Gran Premio d’Italia 2026 si candida così a essere uno dei weekend più significativi della stagione per il Cavallino, capace di tenere insieme il futuro della squadra e il ricordo di uno dei suoi capitoli più vincenti.
