Allarme in Finlandia per lo storico stadio Tehtaan Kenttä, teatro di un clamoroso incendio appiccato da tre giovanissimi tifosi dell’Haka Valkeakoski. Questa squadra, pur vantando nove titoli e dodici coppe nazionali, ha terminato la stagione all’ultimo posto, retrocedendo in seconda divisione. Il gesto, da molti definito sconsiderato, è stato compiuto da tre quindicenni che, in un atto di protesta, hanno dato fuoco alle tribune in legno e al prato sintetico. Il capo della banda non ha esitato a confessare di aver utilizzato una bottiglia di plastica per innescare le fiamme, regalando immagini spettacolari ma drammatiche.
In Finlandia, il codice penale non prevede il carcere per i minori di 15 anni, ma ciò non esonera i responsabili dal risarcimento dei danni. Dopo gli interrogatori presso il commissariato, i ragazzi sono stati riportati alle loro famiglie. Il caso ha scatenato un acceso dibattito nazionale sui temi del tifo estremo, della sicurezza negli stadi e della necessità di nuove leggi. Nonostante la Finlandia vanti il miglior sistema educativo d’Europa, l’episodio ha suscitato riflessioni sulla gioventù e sui suoi errori. C’è chi sostiene che questi giovani siano semplicemente “gioventù bruciata”, un gioco di parole che sottolinea l’impulsività del gesto.





