Angelo Binaghi, presidente della FederTennis, si gode i successi del tennis italiano, ormai un modello da seguire anche all’estero. Nel frattempo, non perde occasione per lanciare frecciate, questa volta indirizzate al governo. La sua visione è chiara: trasformare Roma in un palcoscenico degno di un quinto Slam, un progetto che secondo lui costerebbe molto meno rispetto all’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
In una recente intervista al Corriere dello Sport, Binaghi ha elogiato Jannik Sinner, definendolo un “italiano anomalo” rispetto ai campioni del passato come Alberto Tomba, Valentino Rossi e Marco Pantani. Sinner, con la sua calma e determinazione, ha saputo rispondere alle critiche con le vittorie, facendo ricredere anche i più scettici.
Binaghi ha difeso Sinner dalle critiche di personaggi come Vespa e Gramellini, sottolineando come il giovane tennista sia un esempio positivo per i giovani, tanto per il suo comportamento in campo quanto per quello extra campo. “Sinner ha zittito coi risultati chi lo ha messo alla gogna”, ha affermato Binaghi, aggiungendo che meriterebbe una statua per i suoi successi.
Il presidente della FederTennis ha poi riacceso il dibattito sul sogno di ospitare un torneo simile a uno Slam a Roma, sottolineando come una simile iniziativa rappresenterebbe una grande opportunità per l’Italia. “Spendiamo miliardi per le Olimpiadi, ma non investire un decimo per un torneo che durerebbe cento anni sarebbe un’occasione persa”, ha concluso Binaghi, lanciando una sfida che potrebbe ridisegnare il futuro del tennis italiano.





