C’è qualcosa di affascinante e senza tempo nell’epica spedizione di Karl Bushby. Immaginate un ex paracadutista britannico che, alla soglia dei 56 anni, ha dedicato 27 anni della sua vita a una sfida straordinaria: il giro del mondo a piedi, senza mai utilizzare aerei o navi. Era il 1998 quando, dopo una scommessa con amici, iniziò questo incredibile viaggio partendo da Punta Arenas, nella Patagonia cilena. L’obiettivo era completare il giro del mondo in 12 anni, ma la realtà si è rivelata ben più complessa. Visti negati, guerre, pandemie, e difficoltà economiche hanno allungato i tempi, ma non hanno mai fermato la sua determinazione.
Oggi, dopo aver percorso oltre 50mila chilometri, Karl si avvicina alla meta finale: Hull, in Inghilterra. Il suo viaggio lo ha portato attraverso deserti, giungle e ghiacciai, affrontando sfide estreme come l’attraversamento del Mar Caspio a nuoto e il pericoloso stretto di Bering su lastre di ghiaccio. In Russia, fu arrestato per aver attraversato un confine non autorizzato, ma grazie all’intervento di Roman Abramovich, venne liberato.
Ora si trova in Europa orientale, diretto verso la Francia e il Regno Unito. Quando giungerà a Hull, avrà attraversato quattro continenti, venticinque paesi, sei deserti e sette catene montuose. “Mi fa strano pensare di tornare a casa dopo così tanto tempo – ha dichiarato – non so bene cosa aspettarmi: ritrovare la mia famiglia significherà anche conoscerla di nuovo”. La sua impresa è un messaggio di resistenza e lentezza in un mondo frenetico, un invito a non prendere scorciatoie nella vita e a rispettare il ritmo dei propri passi.





