Con l’ultima giornata della fase a gironi dei Mondiali FIFA 2026 prende forma uno scenario che nel calcio fa sempre discutere: il rischio del cosiddetto “biscotto”. Alcuni risultati potrebbero infatti qualificare entrambe le squadre in campo, alimentando i timori di un pareggio conveniente. Non esiste alcuna prova che ciò possa accadere, ma la matematica del torneo rende inevitabili le speculazioni.
Perché ai Mondiali FIFA 2026 si parla di “biscotto”
L’espressione “biscotto” viene utilizzata per indicare un risultato che favorisce entrambe le squadre coinvolte, spesso a discapito di una terza nazionale. È uno dei temi più dibattuti ogni volta che si arriva all’ultima giornata dei gironi, soprattutto quando le classifiche permettono di fare calcoli.
Nel Mondiale 2026 il nuovo formato rende queste situazioni ancora più interessanti. Oltre alle prime due classificate di ciascun girone, infatti, accedono alla fase a eliminazione diretta anche le migliori terze. Questo significa che in molti gruppi un pareggio può essere sufficiente per consentire a entrambe le nazionali di proseguire il proprio cammino.

I gironi sotto osservazione
Tra le situazioni che stanno attirando maggiore attenzione c’è quella del gruppo D, dove Australia e Paraguay potrebbero entrambe qualificarsi con un pareggio. Uno scenario simile riguarda anche il gruppo J, con Austria e Algeria che, dividendosi la posta, raggiungerebbero quota quattro punti e avrebbero ottime possibilità di accedere alla fase successiva.
Anche i gruppi F e L presentano incroci delicati. In questi casi, però, le valutazioni non dipendono soltanto dalla qualificazione, ma anche dal possibile avversario nel turno successivo. Arrivare secondi o terzi può infatti cambiare completamente il percorso verso la finale, inducendo qualcuno a fare inevitabili ragionamenti sul tabellone.
Perché oggi è più difficile assistere a un vero “biscotto”
Dopo le polemiche che hanno segnato alcune edizioni del passato, la FIFA ha introdotto una misura destinata proprio a limitare questo tipo di situazioni: le ultime partite di ogni girone vengono disputate in contemporanea. In questo modo nessuna squadra conosce già il risultato dell’altro incontro e diventa molto più complicato gestire la gara in funzione della classifica.
Questo, però, non elimina del tutto i sospetti. Quando un pareggio favorisce entrambe le contendenti, il dibattito torna inevitabilmente d’attualità, anche se nella maggior parte dei casi le partite restano combattute fino all’ultimo minuto.
I precedenti più famosi nella storia dei Mondiali
Il caso simbolo resta Germania Ovest-Austria del Mondiale di Spagna 1982. Dopo il gol segnato nei primi minuti dai tedeschi, le due squadre smisero praticamente di attaccare, conservando un risultato che qualificava entrambe ed eliminava l’Algeria. Le immagini fecero il giro del mondo e le proteste furono così forti da convincere la FIFA a modificare il regolamento per le edizioni successive.
Anche altri Mondiali sono stati accompagnati da episodi controversi. Nel 1990 il pareggio tra Argentina e Romania consentì a entrambe di qualificarsi, mentre ancora oggi si discute del 6-0 con cui l’Argentina superò il Perù nel 1978, risultato che spalancò ai padroni di casa le porte della finale tra sospetti mai completamente sopiti.
Per questo motivo, ogni volta che il calendario propone incroci in cui un pareggio può fare comodo a tutti, il termine “biscotto” torna puntualmente al centro delle discussioni. Ai Mondiali FIFA 2026 il rischio esiste soprattutto sulla carta: sarà il campo, come sempre, a stabilire se resterà soltanto un’ipotesi o diventerà una nuova pagina destinata a entrare nella storia del torneo.
